Gazzetta dello Sport, il miglior Genoa dell’anno batte la Juve

Bianconeri altrove con la testa

657
Genoa
Il Genoa saluta la Nord (foto di Genoa CFC Tanopress)
Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

Un 2-0 che sa di schianto, di crollo, di brusco ritorno sulla terra dopo le oniriche meraviglie vissute in una settimana da sogno, con l’hashtag #getreadytocomeback e la tripletta di Cristiano Ronaldo all’Atlético Madrid. La Juventus per la prima volta conosce il sapore di sconfitta in campionato e lo conosce solo alla 28° giornata, quando il Genoa le ha inflitto il primo ko. Un ko che sa di sbronza, di un momento d’incuria quando s’è completata l’incetta di successo ed elogi. Stavolta così l’elogio va a mister Prandelli, abile ad azzeccare i cambi e a punire la Vecchia Signora, che col suo capitombolo forse non avrà rimesso in discussione lo scudetto ma quantomeno ha mostrato segni di incapacità di mantener ritmo e concentrazione alti a lungo.

L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport è chiara: è una caduta degli dei, divinizzando un CR7 che ieri non era al Ferraris e del quale probabilmente s’è sentita copiosamente la mancanza. D’altro canto mai s’era visto finora un Genoa così bello, motivato, perfetto in tutto: Prandelli bravissimo avanzando Lazovic a destra e bloccando le linee del 3-5-2 di Allegri. Il doppio 4-4-2/4-3-3 del tecnico di Orzinuovi è un elogio al collettivo, in cui tutti aiutano in fase di ripiegamento. Prandelli ha capito tutto: Kouamé attaccato a Sanabria rende meglio, ieri ha fatto impazzire Bonucci, Pandev (entrato al 15′ della ripresa per il paraguaiano) e Sturaro (al 25′ del secondo tempo, per Lazovic) decisivi. Il sanremese subito in gol e il macedone a raddoppiare con una gran girata. Proprio vero, per il Genoa quello contro la Juventus è quasi un secondo derby.

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.