Gazzetta dello Sport: il Genoa 2 avanza in Coppa Italia

Senza nessun titolare, ma con Lapadula per mezz'ora, l'undici di Ballardini ha sconfitto il Crotone al Ferraris

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Migliore e Lamanna (Foto Genoa cfc)
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Era annunciato turnover, ma Ballardini ha scelto di sorprendere ulteriormente propendendo per un restyling così completo da non vedere la presenza in campo di nessun titolare. Un Genoa B, a conti fatti, quello delle cosiddette seconde scelte dalle quali il mister ravennate attendeva feedback preziosi in vista dei prossimi impegni. L’assenza dei vari Perin, Izzo, Spolli, Zukanovic, Rosi, Veloso, Bertolacci, Rigoni, Laxalt, Taarabt e Pandev non ha però impedito al Grifone di battere in casa propria il Crotone avanzando agli ottavi di Coppa Italia dove ora l’ostacolo risponde al nome di Juventus.

Senza alcun sforzo, ma con qualche brivido, sottolinea stamani La Gazzetta dello Sport in edicola, è stato centrato un duplice buon risultato. I rossoblù hanno meritato il successo, perché hanno semplicemente capitalizzato meglio la superiorità numerica a centrocampo dinanzi a un Crotone disposto in modo quasi speculare da mister Nicola (che pure si concedeva un composto turnover). Detto dei rischi, non sono certo mancati: Budimir ad alzare oltre la traversa un invitante cross di Faraoni, Crociata a sciupare davanti a Lamanna un gran assist di Stoian, Tonev a chiamare ancora in causa il numero 23 autore di un prodigioso intervento. E’ stato però Migliore, minuto 9 del secondo tempo, a prender per mano il Genoa e trascinarlo al successo: un potente sinistro dopo corta respinta di Suljic e via tutte le nubi, che poi Centurión avrebbe provato a diradare ulteriormente non trovando però la rete per via della magistrale opposizione di Festa. Se l’ex Boca pareva esser stato bloccato dal freddo (temperatura di poco superiore allo zero, ieri sera), il medesimo discorso non vale per un Lazovic costantemente propositivo, un Cofie ordinato e un Migliore che gol a parte s’è reso protagonista di un’ottima gara. Senza un centravanti è mancata la fisicità, visto che accanto a Centurión c’era Ricci, poi è entrato Lapadula e la musica è leggermente cambiata. E davanti agli occhi di Giuseppe Rossi, presente al Ferraris, è arrivata l’ennesima sentenza: funziona la cura Ballardini, pure in Tim Cup.

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