Gazzetta dello Sport, Dzemaili: “Che ricordi, Genoa e il Gasp”

Lo svizzero e il Genoa nell'anno 2015/16. Sabato, tempo permettendo, sarà un tuffo nel passato

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Blerin Dzemaili (Getty Images)
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Era il 2015/16, Genova, stadio Luigi Ferraris, allenatore Gian Piero Gasperini e Blerim Dzemaili in campo. “Prima di andare al Genoa il procuratore mi disse: se lo capirai, ti divertirai. Aveva ragione, lui è speciale”. Il centrocampista svizzero, intervistato stamattina da La Gazzetta dello Sport, non ha mancato di ricordare la militanza al Grifone. Tutto cominciò nell’estate 2015, quando Dzemaili accettò la corte genoana scegliendo il 31 come numero di maglia in virtù del fatto che si trattava, allora, del quarto trasferimento suggellato nell’ultimo giorno utile per il calciomercato: “Vero, ma anche e soprattutto perché quel numero ricorda il compleanno di mio figlio”.

Oggi Dzemaili è tornato al Bologna, dopo aver percorso la tratta andata e ritorno con scalo a Montreal. Il Canada non gli offriva le stesse emozioni della Serie A, dunque ecco la scelta di tornare, ufficialmente per motivi familiari. Non è cambiato niente, a partire dalla proprietà visto che sia gli Impact che i rossoblù felsinei sono gestiti da patron Joey Saputo. L’Italia è il suo posto, più vicino alla Svizzera, dove vive il figlio (Blerim sta divorziando dall’ormai quasi ex moglie Erjona) e dove Petkovic gli vuole concedere una maglia per il Mondiale in Russia. Blerim è nato in Macedonia, da famiglia albanese, ed è cresciuto proprio tra i cantoni elvetici: originario della sua terra natia c’è pure un attuale genoano col quale ha pure condiviso lo spogliatoio. E’ Goran Pandev: “Siamo stati insieme anche al Galatasaray e al Napoli, persona fantastica e bravo in campo e fuori”. Bando alle smancerie, però. Sabato, quando i due si affronteranno sul campo, sarà battaglia.

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