Corriere dello Sport: Genoa contrario al commissariamento di Lega

Grifone dalla parte di Lotito, che spinge per il generale Marchetti alla presidenza

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Giovanni Malagò, Coni (da coni.it)
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Si parlerà di diritti tv, oggi, in via Rosellini a Milano. Questo l’argomento principale che verrà trattato nella specie di pre Assemblea al termine della quale ci sarà spazio per un briefing dai toni importanti: era mercoledì, quando Giovanni Malagò affermò al termine della giunta Coni di voler finalmente commissariare il calcio per un anno. Evenienza non propriamente spalleggiata da buona parte della Lega, che pertanto avrà modo di far sentire la propria voce in vista dei prossimi incontri che decideranno gli equilibri del nostro calcio. Non sarà una discussione serena, segnala il Corriere dello Sport, perché le posizioni venutesi a delineare sono di opposta fattura.

Da una parte c’è Claudio Lotito, contrario al commissariamento e affiancato in questa sua battaglia dai vari Genoa, Benevento e Crotone. L’altra fazione vede come promotori Torino, Napoli e Sassuolo, con Cairo, De Laurentiis e Squinzi in pole position per chiedere un intervento esterno alla Federazione, che possa dunque far partire le nuove riforme. Di sicuro c’è che lunedì non sarà eletto nessuno, perché c’è il rischio di una spaccatura e vari club sono ancora in bilico tra le due posizioni. Oggi è peraltro attesa la presenza di Roma (Gandini), Inter (Gardini), Milan (Fassone), Fiorentina (Cognigni) e Juventus (Marotta): i bianconeri avranno un ruolo chiave perché l’idea che trapela a Vinovo prevede riforme prima d’ogni altra cosa.

In questo limbo non muta la situazione di fondo: c’è la necessità impellente di una figura forte in qualità di presidente, possibilmente affiancato da un amministratore delegato altrettanto moderno. In mancanza di una figura tale, l’unica strada percorribile andrebbe verso il commissariamento, con buona pace del Genoa. Il Grifone, come detto, si è schierato contro l’intervento esterno: verso la medesima direzione rema Claudio Lotito, che sta spingendo per insediare alla presidenza il generale Ugo Marchetti, classe 47′, romano nonché vice comandante della Guardia di Finanza. Tra le varie ipotesi presentate, ecco però lo scoglio ingaggio: non è mica detto che i 300 o 400mila euro di budget siano sufficienti a retribuire un manager già sotto contratto.

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