Clamoroso, per il Genoa spunta l’azionariato popolare

Il club rossoblù passerebbe in mano ai genoani: si parla di un pool e di altri 10mila soci, sulle orme di Barcellona e Bayern Monaco

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La Gradinata Nord (Foto Genoa cfc Tanopress)
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La notizia è una di quelle bombe d’acqua inattese che riescono a spegnere il bollore di una torbida estate in riva al mare. Ne parla questa mattina La Repubblica – Genova, e se confermata avrebbe davvero del clamoroso. Secondo una suggestione dell’ultim’ora, il Genoa potrebbe assumere a livello societario una sorta di azionariato popolare: il quotidiano parla infatti di un pool (formato da avvocati, fiscalisti, commercialisti, imprenditori e tifosi) che potrebbe reggere le redini del Grifone consentendo di alleggerire il peso su Preziosi e allo stesso tempo permettendo un rilancio graduale della società.

Alla base del progetto vi sarebbero alcune banche e imprenditori dei quali per ora non si sa il nome, mentre il fine ultimo sarebbe garantire ai tifosi la proprietà del glorioso Genoa: non sarebbe tuttavia un vero e proprio azionariato popolare, dunque quello risalente agli anni ’70 quando il compianto Pippo Spagnolo (ci ha lasciato nel 2014) tornò da Madrid inebriato dal modello del Real e cercò utopicamente di proporre lo stesso sistema sotto la Lanterna. Il progetto allora fallì, nonostante si riunissero 18mila piccoli azionisti: memori però di quanto appreso, ecco che la suggestione potrebbe diventare realtà pur con un numero minore di soci (circa 10mila). Sarebbe naturalmente atteso il contributo di ogni tifoso, che si farebbe carico di una o più quote, mentre La Repubblica – Genova vedrebbe coronarsi una premonizione lanciata il 7 giugno. Il capocordata non sarà Paolo Camponovo, imprenditore all’interno della Liguria Press ed erroneamente indicato come più accanito sostenitore dell’idea: in realtà Camponovo è stato grande amico di Spagnolo, con cui condivideva il progetto.

In tutto questo, la realizzabilità dipenderà da Preziosi, che negli ultimi giorni ha prima dato mandato all’amministratore delegato Alessandro Zarbano di allacciare i contatti e poi ha fatto marzia indietro. Certo è che sono tantissimi i tifosi dubbiosi sulla politica che il patron avellinese sta portando avanti da tempo: ecco perché l’azionariato rileverebbe il 60% delle quote e avrebbe da sanare la situazione debitoria prima di procedere con l’acquisizione graduale del restante 40%. Il gruppo che sarebbe a capo del Genoa comincerà con il creare la “casa Genoa” presso Cogoleto.

Ogni tifoso interessato dovrà pagare una quota mensile e prendere impegni con una determinata banca, mentre la base solida sarebbe costituita da una rete di aziende che sosterrebbero economicamente gran parte del Genoa. Vi sarebbero poi ottime agevolazioni per i soci, al pari di quanto effettuato negli anni da grandi club: Barcellona, Real Madrid, Bayern Monaco, Amburgo, Arsenal, Benfica e Sporting Lisbona.

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