Ballardini, l’elemento ordine nel caos del derby di Genova

Ballarsson non ha mai perso un derby, vincendone due consegnati all'immortalità: fa la differenza perché è l'elemento freddo in un contesto ambientale rovente

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Davide Ballardini durante Genoa-Torino (Foto Genoa cfc Tanopress)
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Sembra passata un’era geologica dallo scorso 4 novembre. Uscito sconfitto in un derby giocato solo con la (debole) forza dei nervi, il Grifo capì che la stagione non sarebbe mai stata positiva. Un presidente lontano, indaffarato a vendere la società, un allenatore lasciato in balia degli eventi. Fu di Juric, con il patrocinio di Perinetti, la scelta del ritiro di Coccaglio. Un percorso più volte definito non punitivo, bensì riflessivo, quasi monacale per cercare la concentrazione tra i lupi della provincia bresciana.

Non servì a niente perché le fragilità tecnico-emotive di quel Genoa lasciavano poco scampo in Serie A. Correndo il rischio di retrocedere, il Grifone chiamò Ballardini, per la terza volta. In cinque mesi il tecnico di Lugo ha ribaltato la classifica rossoblù, maturando rispetto e riconoscenza dai genoani. Tutti amano lo stile sobrio e mite di Ballardini, al punto da intravederci uno zio, un parente non così stretto (siamo pur sempre genovesi…) che corrisponde calore umano. Ballardini, però, è anche tattica, disciplina e, soprattutto, lavoro: una parola che ama, una lenza gettata nel pescoso stagno della sua Romagna.

Ballarsson (con due esse perché ha sposato una signora svedese, e anche per distinguerlo dal più scozzese Gasperson) non ha mai perso un derby, vincendone due consegnati all’immortalità. Il primo, quello del tiro di Rafinha che per potenza e precisione ricorda la cartolina di Branco; il secondo, marcato da Boselli. Infine un pareggio nella stracittadina più tesa degli ultimi dieci anni, riequilibrata dal cross di Matuzalem finito all’incrocio. Ballardini fa la differenza perché è l’elemento freddo in un contesto ambientale rovente, è l’allenatore che riesce a mettere ordine nel caos del derby. Sembra passata un’era geologica dal 4 novembre e questo grazie a Ballardini e alla disponibilità dei calciatori.

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