Sanabria il dopo Piatek: attaccante dinamico dalla tecnica “blaugrana”

Cresciuto nelle giovanili del Barcellona, è un attaccante tecnico capace di coprire tutto il fronte offensivo e all’occorrenza giocare largo a destra o in coppia con Favilli

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Antonio Sanabria (a destra) contro il Milan in Europa League nell'ottobre 2018: ha contribuito alla vittoria del Betis a San Siro (Foto dal profilo Instagram di Sanabria)
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Il dopo Piatek si chiama Antonio Sanabria, attaccante paraguaiano ventiduenne in arrivo dal Betis. Estrosa punta crescita nelle giovanili del Barcellona, Sanabria non è una nuova conoscenza del calcio italiano avendo già indossato, seppur per fugaci apparizioni, le maglie di Sassuolo e Roma. Il club capitolino lo manda in prestito alla Sporting Gijon dove si mette in mostra con 11 gol in trenta partite, l’anno successivo nuova esperienza spagnola al Betis, squadra in cui colleziona più di cinquanta presenze impreziosite da 13 reti, e adesso davanti a lui si aprono porte del club più antico d’Italia.

È l’uomo giusto per sostituire Piatek? È un attaccante diverso rispetto al polacco. Sanabria si configura come punta di movimento, un giocatore capace di spaziare su tutto il fronte d’attacco. Non si può definire un terminale offensivo di riferimento nel termine classico del termine, infatti nelle sue corde vi è più il senso della profondità per andare a chiudere l’azione piuttosto che essere l’uomo di sponda o la “torre” di finalizzazione. Può giocare anche largo a destra per poi accentrarsi e tentare di calciare a rete.
Predilige attaccare gli spazi  e giocare volto alla porta piuttosto che darle le spalle. Oltre alla corsa e alla propensione a muoversi tra le linee, il suo bagaglio personale comprende un’ottima tecnica, ancora da sgrezzare completamente, e il colpo di testa (la sua altezza è di 1,81): fattore che lo rende temibile in area anche sotto il punto di vista del gioco aereo.

Pro

* Attaccante di movimento
* Attacca la profondità
* Capacità di muoversi tra le linee e di prediligere la costruzione di gioco piuttosto che rappresentare il terminale ultimo di finalizzazione
* Buon colpo di testa.
* Margini di crescita notevoli
* Può giocare come attaccante centrale o all’occorrenza come seconda punta

Contro

* Continuità di rendimento
* Deve trovare le vie del gol con più regolarità. Al momento, nonostante la giovane età, marca comunque sul suo tabellino personale 24 reti in 84 presenze nella Liga Spagnola

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