Un rigore sacrosanto non concesso: decisione incomprensibile di arbitro e Var

Non solo la svista di Maresca: il Genoa ha pareggiato con la Fiorentina anche la troppa serenità. Ok per i 32 punti, ma occorre uno sforzo in più

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Sirianni Preziosi
Vittorio Sirianni

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Si va avanti, con calma, con serenità. Così aveva detto Ballardini alla vigilia: «Affrontiamo la Fiorentina con serenità». Diciamo che al Genoa la serenità non è mancata, anzi, ad un certo punto era anche subentrata una forma di atarassia, come se entrambe le squadre fossero contente di un punticino, in fondo, utile ad entrambe.

Il Grifone sta, comunque, andando discretamente, al di là del gioco, che spesso scompare: ma cosa si vuole di più da un gruppo che ha centrato nove risultati utili consecutivi in casa, che ha conquistato 32 punti (dunque ancora otto punti da realizzare per raggiungere la salvezza) e addirittura può festeggiare le 100 panchine del “Balla”. A proposito, guai a chiamarlo “zio”, ha spiegato un solerte tifoso, è diminuente.

Occorre anche ricordare quel rigore sacrosanto, non concesso dall’arbitro Maresca, che poteva consacrare una vittoria, forse non del tutto meritata, ma che sarebbe stato utilissima per i colori rossoblù. Quel che hanno combinato Maresca e gli addetti al Var è incomprensibile. Ma come? Il direttore di gara in una situazione di incertezza non ha voluto servirsi del Var e nel contempo gli stessi addetti alla tecnologia non sono intervenuti, avvisando l’arbitro dell’evidente fallo di Eysseric su Zappacosta: si sono lavati le mani.

Siamo alle solite: nessuno, in questa confusionaria Associazione arbitri, vuol perdere il suo potere. Gli arbitri danno l’impressione di non amare il Var: probabilmente non pensano che sia un aiuto, ma una sorta di impaccio poiché si vedono cambiare improvvisamente una loro decisione. E così ci rimettono i club che alla fine per alcuni punti negati possono trovarsi in gravi difficoltà, soprattutto se lottano per la permanenza in serie A, con conseguenze economiche disastrose. Ma vogliamo sperare in un eventuale cambiamento futuro, con il nuovo presidente Trentalange in carica da febbraio.

Detto questo, tornando al Grifo possiamo dire che il cammino avviato dal tecnico procede, anche se qualche momento di pausa rischia di rovinare l’intero percorso: ad esempio, è pensabile che la squadra non riesca a mantenere un risultato? Possibile che segnando al 10’ non riesca a resistere più di altri 10 minuti, senza prendere il gol del pareggio? Provate a vedere in quante volte ciò è capitato.

E’ risultato molto interessante l’esperimento dei due centravanti schierati dal primo minuto, con Scamacca e Destro che, ciascuno per la sua parte, hanno dato finalmente un impulso alla manovra offensiva e cercando di dare anche una mano nelle retrovie. Sono due giocatori recuperati e rilanciati dal tecnico romagnolo: soprattutto Destro, che era scomparso per circa due anni, è tornato a segnare, fosse anche per l’accordo contrattuale che con 10 gol sarebbe stato riconfermato dal Genoa. Vedremo che fine farà Scamacca, ma certo se potrà averli anche nel prossimo campionato, per Ballardini sarebbe già risolto in partenza il problema del reparto offensivo futuro.

Trentadue punti, tanti e pochi: ora c’è una doppia trasferta all’orizzonte, prima con la Juventus a Torino e poi con il Milan a San Siro.

Ballardini ribatterà probabilmente: «State sereni».

Vittorio Sirianni

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