Tuttosport, Anselmo Gramigni: “Sul ponte poteva starci il Genoa o la Samp”

Il crollo di ponte Morandi, ferita pari all'alluvione

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Ponte Morandi
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Non si dà pace, Anselmo Gramigni, un cui editoriale è apparso stamani sulle colonne di Tuttosport. “Una ferita al cuore, potevo esserci io su quel ponte quando è collassato, potevano esserci i ragazzi del Genoa o della Samp quando vanno ad allenarsi a Pegli o a Bogliasco. Quell’arteria autostradale per Genova funge anche da tangenziale e, durante la giornata, capita a tutti di passarci. Anche a me”. Forse vittima dell’incuria dell’uomo, o magari per cause dovute a ragioni meteorologiche, il crollo del ponte Morandi riempie di domande le coscienze e di parole le pagine dei giornali. Una catastrofe ancor maggiore per Gramigni, nato a Genova e cresciuto con quell’opera architettonica ben impressa in mente.

Non c’è più, quel collegamento tra Ponente e Levante che passava proprio sopra alla testa di Genova. Al suo posto adesso campeggia una ferita insanabile, pari forse a quella generata dall’alluvione, con città buia, deserta, chiusa nelle sue case a piangere le vittime. Nel frattempo s’indaga e s’indagherà ancora, con quell’insanabile contraddizione per cui chiunque sarebbe potuto transitare sul ponte di Brooklyn al momento del crollo.

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