Thiago Motta: «Il segreto del Genoa? Giocare all’inglese»

Il centrocampista brasiliano, "matador" con Palladino della Vecchia Signoara, spiega che il Grifone riesce a giocare in velocità  con una buona organizzazione: proprio come le formazioni d'Oltremanica

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«Sono molto contento per il gol segnato alla Juve e sono felice per noi tutti». Raggiante e soddisfatto, così inizia Thiago Motta, “matador” della zebra bianconera assieme a Palladino, il suo incontro con la stampa a Villa Rostan. Il regista brasiliano parla subito del “segreto” del Genoa: ossia la forza indiscussa del collettivo. «Rispetto al Barcellona, dove si parla sempre di individualità personali, qui si parla tutti di come gioca la squadra e non dei singoli». Forse è proprio per questo, prosegue il brasiliano, che «nessuno si aspettava che il Genoa fosse quarto a sette giornate dalla fine. Dietro i nostri risultati c’è il merito dell’organizzazione di gioco. Tra compagni ci aiutiamo a vicenda ed è più facile giocare così». E a proposito del Barca, quali sono le differenze e le similitudini col Grifone? «E’ impossibile fare un paragone poiché il Barcellona è una squadra in semifinale di Champions League. Il Barcellona cerca più il possesso palla e qualità per i suoi giocatori: mentre il Genoa cerca sempre la velocità nei 90 minuti». Invece tra il Genoa e le squadre d’Oltremanica c’è qualche somiglianza: «Credo che il calcio inglese abbia degli ottimi risultati – risponde TM -perché giocano molto in velocità. E’ un po’ quello che cerchiamo di fare noi»

Ma esiste un vero leader nel Genoa? «Io mi sono sempre sentito un leader in qualunque squadra abbia giocato. Ma sul campo ci sono sempre 11 leader e chi lo è si assume le proprie responsabilità». Il centrocampista brasiliano ci tiene a sottolineare di «pensare soltanto a far raggiungere al Genoa una posizione importante in classifica».

Molti si sono chiesti della trasformazione del centrocampista in goleador nelle ultime giornate: ne sanno qualcosa le malcapitate Reggina e Juve. «Io sto diventando più decisivo sotto rete – spiega Thiago Motta – grazie ai movimenti dei miei compagni senza palla». Non gli piace parlare di una sua eventuale convocazione da parte di Lippi: «Non penso alla Nazionale, ma soltanto al Genoa» risponde in modo molto determinato. Risposta lapidaria anche riguardo all’opinione espressa ieri da Lippi sugli oriundi risponde: «Ognuno può pensare quello che vuole».

Un pensiero va anche alla sua splendida situazione familiare, coronata dalla nascita della figlia piccola che ha abbracciato sabato scorso al Ferraris. «Rispetto all’anno scorso sono molto più contento perché ho anche una felice situazione familiare oltre che a ottenere buoni risultati in campo».

Sabato arriverà la Lazio, la prima delle ultime “sette fatiche” per il Grifone sulla strada della Champions League. «Bisogna avere grande rispetto per la Lazio – conclude TM – che è una squadra molto difficile da battere».

Fulvio Banchero e Marco Liguori

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