Tare: «Ci sentiamo discriminati, il calcio ricopre un ruolo sociale»

«È arrivato il momento di assumere una determinata posizione» spiega il ds della Lazio

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Tare Lazio
Igli Tare (foto di SS Lazio)

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Igli Tare, ds della Lazio, è intervenuto durante il programma radiofonico di Lazio Radio Style: «Siamo rimasti sorpresi, finora abbiamo rispettato ogni decisione assunta dal Governo, ci sembrava ovvio che il 4 maggio potesse rappresentare il punto di partenza. Ci sentiamo discriminati, aiutare il calcio non è lo scopo del Ministro: l’attività sportiva è ferma da due mesi, ognuno di noi si sta sacrificando ma c’è qualcosa che non quadra».

«Il calcio ricopre un ruolo sociale per il paese, non vogliamo riaprire gli stadi, non ci sentiamo penalizzati perché stiamo lottando per lo Scudetto, ci sono ancora 12 partite da giocare è un discorso utopistico, è bene concludere il campionato per il bene del sistema. È arrivato il momento di assumere una determinata posizione, in altri paesi si va chiaramente verso la ripresa ed è stato stilato un protocollo che poi dovrà essere rispettato pedissequamente» chiosa Tare.

 

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