STORIE DI EX – Da promessa a bersaglio: nel Grifone Mutarelli non sfonda

Arrivato dall'Atalanta con buone credenziali, il centrocampista lombardo si mise in luce nei primi due anni, per poi calare vistosamente. Palermo, Lazio e Bologna le altre tappe della sua carriera

31
Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

Tre storie con un minimo comune denominatore: il Genoa come passato, il Bologna come presente. Massimo Mutarelli, Martin Bolzan Adailton e Marco Di Vaio hanno contribuito a scrivere pagine importanti della storia del Grifone. Ed ora, con diversi bagagli di esperienze, i tre stanno cercando in tutti i modi di salvare il Bologna dalla retrocessione.

In ordine cronologico, il primo dei tre ad approdare al Genoa fu Massimo Mutarelli. Correva il 1998 quando il promettente centrocampista, appena ventenne, cambia maglia nel corso della sessione invernale del mercato. Debutta, con Burgnich in panchina, in un Genoa – Ancona terminata con la vittoria dei locali per 2-1. Tra i suoi compagni di reparto, Ruotolo, Bortolazzi, Bonetti, Eli, Morello e Romano. In quella stagione i rossoblù, dopo una avvio negativo, recuperano posizioni su posizioni, fino ad arrivare ad un soffio dalle migliori. Poi un progressivo calo spegne gli ultimi sogni.

Il primo gol arriverà, però, due anni più tardi, in occasione del match casalingo contro la Pistoiese, terminato 2-1. Nel frattempo Mutarelli cresce e si mette in mostra per una grande generosità. I mezzi tecnici non sono eccelsi ma migliorano con il passare del tempo, tanto da meritarsi la convocazione in under 21. In quel campionato mise a segno anche un’altra rete: quella che permise ai rossoblù di uscire imbattuti da Brescia.

Il gran tiro dalla distanza e lo stacco di testa permettono al comasco di trovare la via del gol anche nella stagione successiva: inutile quello realizzato contro la Salernitana a Marassi (1-2), decisivo per strappare un punto, invece, quello messo a segno a Venezia. A entrare nel cuore dei tifosi fu però la marcatura che spalancò le porte al successo nel derby del 2 aprile 2001. Prima della fine della stagione Mutarelli confezionò altre due perle, in casa contro il Crotone (2-0) ed il Cagliari (2-0).

Nella stagione successiva l’ex atalantino non segnò nessun gol, e l’ascesa lasciò spazio ad una preoccupante fase involutiva. Arrivarono i primi fischi ed il feeling con l’ambiente si incrinò. Fino al divorzio al termine del campionato 2001 – 2002. Con il Genoa in una grave crisi societaria, Mutarelli andò a cercare fortuna a Palermo assieme ai compagni Codrea e Nastase. In rosanero si riscatta e conquista la promozione nella massima serie, categoria nella quale si dimostra a proprio agio. Nel 2006 si fa sotto la Lazio, con cui disputa quarantasei partite firmando quattro reti. Dopo un tira e molla estenuante, il giocatore si svincola per approdare al Bologna: l’esordio, ironia della sorte, coincide proprio con un Lazio – Bologna, sfida terminata 2-0 per i biancocelesti.

Claudio Baffico 

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.