Serie A, il Comitato affonda il protocollo Figc: ripresa ancora lontana

Non convince la gestione dei nuovi casi di positività: occorre la quarantena di gruppo

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Serie ACriscito Milinkovic-Savic Cassata Genoa
Cassata e Criscito contrastano Milinkovic-Savic (foto di Genoa CFC Tanopress)

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Il protocollo federale ha subito la seconda cannonata inferta dal Comitato Tecnico Scientifico (Cts). Colpito e affondato. Ormai è un relitto che la corrente marina accompagna sul fondale. La Figc ha meno di una settimana di tempo per redigerne uno nuovo, magari iniziando a irrorare il precedente schema di base con inflessibilità e scelte di polso. In modo particolare, il Comitato federale deve strutturare un inter completo sulla gestione dei nuovi casi di positività al coronavirus in Serie A. Al Cts, quindi, non basta l’isolamento personale del contagiato: chiede che tutta la squadra e lo staff tornino in isolamento, come effettuato, ad esempio dalla Dynamo Dresda e dall’Aue in Zweite Liga (ma non dal Colonia).

Ed è proprio la gestione dei casi sopravvenuti in ritiro il principale nodo che può far saltare la ripresa della Serie A. Se passa la linea governativa (quarantena collettiva per quattordici giorni), un club – due, a cascata – con un nuovo positivo rischia/no di non disputare almeno quattro partite di campionato. E quando mai si potranno recuperare con un ritmo di ripresa serrato? Di notte, forse. Più morbida la linea federale (quarantena ad hoc per due settimane) che consentirebbe la prosecuzione dei giochi facendo affidamento sull’intercambiabilità dei calciatori in rosa: fuori uno, dentro un altro. E chi non ha ricambi si deve arrangiare.

Il Ministro Spadafora, nel suo ennesimo intervento pubblico, stavolta al Tg1 a orario di cena, ha chiarito le condizioni del Cts in caso di nuovi positivi: «Se la Figc non manderà in quarantena tutta la squadra, allora saranno i medici delle società a doversi assumere ogni responsabilità. Inoltre, i test messi a disposizione dei calciatori non devono essere effettuati a discapito degli altri cittadini». Ciò basta per capire che, sì, gli allenamenti di gruppo riprenderanno (quasi) certamente il 18 maggio – una bellissima notizia dopo due mesi e mezzo di pane duro – ma la ripresa della Serie A è ancora lontana e tutt’altro che certa.

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