Schöne, Zapata e Radu: i tre “millennials” del Genoa

L'ex Ajax ha trovato equilibrio, il colombiano istruisce Romero mentre il portiere è in crescita

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Schone Genoa Schöne
La gioia di Schöne dopo il gol su punizione al Milan (Foto di Genoa CFC Tanopress)
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Sempre presenti. Imprescindibili. Punti di riferimento di una squadra che ha già conosciuto due conduzioni tecniche. Sono i “millennials” Schöne, Zapata e Radu: gli unici tre calciatori della rosa del Genoa ad aver giocato più di mille minuti. Due ultratrentenni e un classe ’97, due senatori e un ragazzo alla seconda stagione rossoblù. Se Radu è l’indiscusso guardiano della porta del Grifone, Schöne e Zapata stupiscono per rendimento a 33 anni. Il trio dei “millennials” rappresenta a pieno le caratteristiche tecniche della squadra: in loro c’è esperienza, freschezza, esplosività, potenza, tecnica, senso della posizione.

Schöne si è consacrato come playmaker della squadra solo grazie a mister Motta: la prima costruzione dell’azione è deputata al danese ex Ajax e non più al compassato Radovanovic. L’impatto in Italia si è rivelato tosto perché il cambiamento di vita rispetto ad Amsterdam è stato radicale. Ora che Schöne e la sua famiglia hanno trovato il perfetto equilibrio con Genova («I nostri figli tornano dalla Scuola Internazionale felici e il loro sorriso ci fa stare bene» ha spiegato in una recente intervista) la testa è più sgombra e il rendimento è in netta crescita rispetto alle prime partite dell’anno.

Cristian Zapata ha portato molte conoscenze al Genoa e il primo beneficiario ha il suo stesso nome ma è nato in Argentina. Romero sta imparando tantissimo dal colombiano, in primo luogo a dosare i modi dell’affondo sull’avversario: i risultati iniziano a intravedersi con una sola ammonizione nelle ultime quattro partite. E se nel suo complesso la difesa rossoblù si abitua a concede meno conclusioni il rendimento di Radu cresce di riflesso. Il portiere romeno è eccellente nelle parate nello specchio ma deve mangiare ancora molto pane duro per arrivare ai livelli di Handanovic. Intanto con 1170′ è il più utilizzato in rosa. Lui assieme ad altri due sempre presenti e imprescindibili “millennials”.

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