Scamacca e Rovella, simboli del rinascimento genoano

Il gol del centravanti e la prestazione del giovane centrocampista sono tra gli elementi più positivi del derby. Finalmente i rossoblù si stanno scrollando di dosso la paura e i condizionamenti del maledetto Covid

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Sirianni Preziosi
Vittorio Sirianni

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Il saggio Maran, ottimo padre di famiglia, aveva detto alla vigilia del derby: «Il Genoa dovrà dimenticare per una notte tutti i problemi delle ultime settimane». E ancora: «Noi siamo il Genoa, guardiamoci negli occhi e affrontiamo tutti a viso aperto». E così è stato: eccolo il Grifo di fronte a un avversario che veniva da tre vittorie consecutive, battersi con quel cuore e quella determinazione che “papà” Maran aveva chiesto. Non giudichiamo il gioco (siamo ancora indietro, com’è logico), ma gli occhi sugli avversari ci sono stati ed hanno portato a casa un risultato più che soddisfacente.

E’ sembrato che i rossoblù si stiano scrollando di dosso la paura e i condizionamenti del maledetto Covid, che secondo noi è stato il vero motivo delle battute d’arresto subite a inizio campionato. Lo tzunami che si era abbattuto sulla squadra e sulla società è stato terribile e, ovviamente, ha condizionato tutto e tutti nello staff tecnico-dirigenziale rossoblù.

Sembra dunque che stia passando l’ombra negativa e, stiano venendo piano piano alla luce i veri valori dei giocatori, soprattutto di quelli nuovi che Preziosi e Faggiano hanno voluto con insistenza, perché convinti che possano dare un consistente aiuto tecnico all’intera formazione.

Un contributo inaspettato è arrivato da due ragazzi in gamba: Scamacca e Rovella. Di quest’ultimo il celebre opinionista Marco Tardelli ha detto: «E’ un giovane che sembra già maturo». E Scamacca con tre gol, due in Coppa Italia e uno nel derby di campionato, uno più bello dell’altro.

Sono segnali di un rinnovamento che Faggiano ha voluto e ora stanno arrivando i primi risultati.

Sia chiaro: calma con le illusioni e l’ottimismo, c’è davanti un percorso difficile, la squadra è ancora in fase di costruzione: tuttavia la prestazione dei rossoblù nel derby ha mostrato elementi più belli che negativi. Ha mostrato che i valori tecnici di gran parte di questi giocatori sono buoni e andranno via via migliorati e, soprattutto, ha evidenziato che la “tenuta” c’è, nonostante la stanchezza fisica (conseguenza dei “non allenamenti” e del Covid) attanaglia ancora, almeno nel finale della gara.

E ha spiegato un’altra cosa importante: che finalmente c’è un tecnico che è capace di variare un “modulo” adattandolo all’avversario. La duttilità tattica di un allenatore è una delle caratteristiche maggiori, e Maran questa caratteristica la sta dimostrando.

Ora il Grifone attende il Torino che ha un solo punto in classifica: poi si ritroverà ancora a fine mese contro la Sampdoria in Coppa Italia. Il cammino del “rinascimento” rossoblù è cominciato. Infine il derby, nonostante la tristezza e la malinconia di uno stadio vuoto ha gratificato il Genoa nel giusto modo. E tuttavia nel silenzio un bagliore è arrivato dal cielo: un fumogeno con paracadute. Un bagliore che è apparso colorato soprattutto di rossoblù.

Vittorio Sirianni

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