Sabelli: «Emozionato e onorato di indossare la maglia del Genoa»

Il difensore: «Il Ferraris è uno degli stadi più belli d'Italia, non vedo l'ora di giocare con il massimo della capienza»

2967
Sabelli (foto di Genoa CFC Tanopress)

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

In diretta sul canale Instagram del Genoa, Andrea Caretti ha intervistato Stefano Sabelli, nuovo acquisto per la difesa del Genoa. Un’intervista tra il serio e il faceto, lo scherzo, la simpatia e gli aspetti tecnici: il giocatore si è così presentato ai tifosi.

Annalisa di Rapallo – Senti la responsabilità di indossare una maglia come quella rossoblù?  

«Non è una responsabilità, è un onore. E’ una cosa bellissima, importante».

Dada 1893 – Qualcuno ti ha parlato dei tifosi? Che cosa ne pensi? 

«Penso che il pubblico è una componente importante. Quello del Genoa è uno dei più belli d’Italia, non vedo l’ora di essere a Marassi possibilmente con il massimo della capienza».

Lorenzo Ursino – Come ti sei avvicinato al mondo del calcio?

«Io prima pattinavo: facevo pattinaggio artistico. Poi mio zio mi portò a vedere alcune partite e ho deciso di avvicinarmi al calcio».

Domenico Carnimeo – Ti senti più forte a Padel o a call of duty?

«Sono forte in entrambi, ma forse me la cavo meglio a call of duty (NDR: Sabelli ride)».

Tommaso – Ti piacciono i panzerotti?

«Mi sa questo tifoso è di Bari. Sì purtroppo».

Arriva Mimmo Criscito – Quanto sei scarso alla play?

«Ma se ti ho fatto vincere subito».

Riccardo SI37 – Ti posso prendere al fantacalcio?

«Sì, più 1».

Emanuele Bonatti 9 – Cosa significa per te indossare la maglia del Genoa?

«E’ una cosa importante: parliamo di una società storica. E’ una cosa bella e sono emozionato».

Monte – Messi o Ronaldo?

«Messi».

Andrea Fattore – Chi ti ha impressionato di più tra i nuovi compagni al primo impatto? 

«Eldor: ce l’avevo anche al fantacalcio l’anno scorso».

Monte 08 – Quanti gol pensi di fare?

«Speriamo che ne faccio prendere pochi, questo è importante».

Portanova (compagno di squadra) – A mille come siamo messi? 

«A pezzi. Abbiamo lavorato bene, abbiamo fatto tante corse lunghe. Se dicessi che sto bene, direi una bugia».

Emma – Chi è stato il compagno che ti ha accolto meglio al Genoa?

«Principalmente tutti. Qualche ragazzo già lo conoscevo. Sono stato una settimana a Genova con Valon, Sturaro, Biraschi, Mimmo. Tutti quanti sono bravi ragazzi, è stato facile inserirsi».

Pia Albani – Cos’hai provato quando il Genoa ha saputo che ti stava cercando?

«Ero contento perché era quasi un anno e finalmente siamo riusciti a concretizzare».

Andrea Trebbiani – Sei più un giocatore di contenimento oppure vai sul fondo e fai i cross al centro?

«Prediligo la fase offensiva, però mi adatto».

Matteo – Cosa ti ha portato a giocare nel Genoa?

«Una serie di componenti che si sono incastrate al momento giusto».

Pesto o focaccia?

«Sono stato una settimana a Genova ma non potevo uscire. Prima stavo parlando del pesto: sono curioso di assaggiarlo. Dico focaccia e vado sul sicuro».

Lorenzo Cuomo – Hai un idolo?

«Diciamo che sono cresciuto con Dani Alves, è un bel giocatore. So che sta facendo le Olimpiadi: contento per lui».

Ale – Il giocatore più forte della storia del Genoa?

«Storia recente: Milito».

Fede – In che squadra hai iniziato la carriera da professionista?

«Nel settore giovanile della Roma».

Andrea Caretti – Come ti sei trovato in questi giorni a Neustift?

«Mi sono trovato benissimo: sia con i ragazzi, sia con lo staff. Fortunatamente abbiamo trovato giornate non troppo calde».

Andrea Caretti – Una delle componenti più importanti del Genoa è il calore del tifo: speriamo di vedere i tifosi allo stadio.

«Io ho avuto la fortuna di giocarci due anni fa: Marassi è uno degli stadi più belli d’Italia, i tifosi sono una cosa emozionante. Non vedo l’ora di ritrovarvi tutti allo stadio».

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.