Rugolotto (TV Parma) a PG: «Kucka in crescita. I genoani conoscono Gervinho»

«Il Parma non vince al Tardini dallo scorso novembre» spiega il giornalista emiliano

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Kucka
Kucka (Foto tweet ufficiale Parma 1913)
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Pianetagenoa1893.net ha intervistato in esclusiva Alberto Rugolotto, giornalista di TV Parma. Domani sera il Grifone affronterà la squadra ducale al Tardini: una sfida con tanti temi correlati e tanti ex. Da Kucka a Rigoni, passando per Prandelli.

Gervinho contro Romero: è il principale duello di Parma-Genoa? «Sì ma non l’unico. Il Parma sta cercando di giocare sempre di più la palla rinunciando al contropiede, l’arma d’inizio stagione: difatti gli ultimi nove gol dei gialloblù nascono dal fraseggio e non da una ripartenza. La squadra ha superato la crisi di risultati causata, proprio come il Genoa, da una classifica appagante già a febbraio: lo testimonia una cena di squadra a metà settimana. Il Parma deve tornare a vincere al Tardini, cosa che non gli capita da novembre».

Gervinho conosce Sanabria e Zukanovic, essendo stati compagni di squadra alla Roma. Può considerarsi un piccolo vantaggio per i gialloblù? «Penso più per il Grifone. Gervinho ha delle caratteristiche note, quelle di velocista: se nel Genoa ci sono due giocatori che lo conoscono possono beneficiarne tutti».

D’Aversa allena due ex grifoni: Kucka e Luca Rigoni. Che impatto hanno avuto al Parma? «Positivo per entrambi. Rigoni aiuta molto con gli inserimenti senza palla, una prerogativa del calcio di D’Aversa anche nelle precedenti categorie: dispiace che un infortunio lo abbia tenuto lontano dai campi per due mesi. Kucka è, invece, un panzer, il giocatore del Parma più in crescita: a Empoli ha propiziato il terzo gol e ha sfiorato il 4-3 con una splendida rovesciata».

Prandelli è un altro ex della partita: in Emilia ha lasciato un brillante ricordo. «Un grande biennio, Parma è la sua seconda casa calcistica: qua ha lasciato molti amici e quando ha tempo viene a vedere a giocare i gialloblù. Non è facile lasciare ricordi positivi. Parma è una città che ha memoria».

Alessandro Legnazzi

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