Rizzoglio: «Vi racconto la terza finale tra Genoa e Bologna del 1925, la madre di tutte le ingiustizie»

Lo storico genoano a Telenord: «Il Genoa andò in vantaggio per 2-0 con gol di Catto e Alberti. Il primo tempo si svolse regolarmente: poi il gol-non gol di Muzzioli»

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Genoa
La formazione del Genoa 1924-1925

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Giancarlo Rizzoglio è intervenuto durante la trasmissione “We are Genoa”, in onda su Telenord. Si torna alla terza finale Lega Nord tra Genoa e Bologna, datata 7 giugno 1925, la madre di tutte le ingiustizie: «Già due ore prima della partita il campo era gremito di persone, non una novità per le partite di cartello dell’epoca. L’avvocato Mauro, arbitro e presidente AIA, era recalcitrante ma fu assicurato che entro il quindicesimo del primo tempo duecento agenti sarebbero giunti a protezione dei calciatori. La partita iniziò ma Mauro scaricò ogni responsabilità, lo disse a Olivetti e ai capitani. Il Genoa andò in vantaggio con due gol di Catto, il primo tempo si svolse regolarmente: poi il gol-non gol di Muzzioli. Mauro decretò il corner, non era rete: fu a quel punto che gli squadristi e i tifosi del Bologna fecero invasione. Mauro sospese la partita, prese il pallone, attraversò il centro del campo ma venne aggredito da un tifoso bolognese, riporta “Il Paese Sportivo”. Fu l’intervento di un federale (secondo De Prà era Arpinati, ma non ci sono prove, altri dicono fosse Olivetti) a invitare l’arbitro a proseguire la partita, spiega “La Gazzetta dello Sport”. Il Bologna pareggiò al 90′ con un gol irregolare; i supplementari iniziarono dopo che le squadre andarono negli spogliatoi, evento non previsto dal regolamento. Lì Renzo De Vecchi assodò l’irregolarità e decise di non tornare più in campo. Stranamente il Bologna oggi reclama l’irregolarità della partita fin dal principio quando, nel 1925, chiese la vittoria per forfait» spiega lo storico genoano.

«L’ingerenza fascista si ebbe dopo la quarta partita, quella delle revolverate. Intervenne persino Arturo Bocchini, il vice duce, il quale chiese al Ministero dell’Interno di annullare ogni deliberazione contraria al Bologna» spiega Rizzoglio.

«Scudetto 1915? Non sono mai stato contrario a un ex aequo della Lazio, purché sia fatto sulla base del riconoscimento storico e non su tesi autosostenute» chiarisce Rizzoglio.

«Anche oggi l’Uefa sfrutta il rating come criterio residuale per determinare un campionato interrotto – spiega lo storico – lo stesso principio si applicò anche nel ’15, ecco perché il Genoa vi risulta campione».

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