Retegui si racconta a Sestri Levante, città dei suoi avi: «Ringrazio i tifosi, il Genoa e i compagni che mi hanno aiutato ad ambientarmi subito in Italia»

L'attaccante intervistato prima della partenza per il ritiro azzurro: «Il nostro gruppo è difficile, però noi siamo l’Italia e abbiamo vinto l'ultimo Europeo»


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«Giocavo nel Tigre e ho avuto la chiamata di Roberto Mancini. E per me la Nazionale è diventata tutto, è un sogno». Inizia così l’intervista rilasciata da Mateo Retegui al canale YouTube del Genoa prima della partenza dell’attaccante per il ritiro azzurro in preparazione degli Europei. Intervistatrice d’eccezione, la giornalista spagnola Ana Quiles Boix: scenario del colloquio la splendida Sestri Levante, dove proveniva la famiglia di Mateo.

Quando ti hanno detto “Ora vieni al Genoa” qual è stata la prima cosa che ti è venuta in mente?

«Ho pensato che era un grande club, con tifosi appassionati e grande storia. La chiamata del Genoa è stata importante per poter giocare in Nazionale».

Com’è stato l’arrivo in Nazionale?

«Quando sono arrivato c’era Roberto (NDR: Mancini): voglio ringraziare lui e Spalletti perché per me giocare nella Nazionale è tutto, è un sogno, è un orgoglio. Volevo giocare sin da bambino con la maglia azzurra e quando mi hanno chiamato ho preso il primo aereo per venire in Italia».

Qui a Sestri c’era un tuo bisnonno: cosa sai di questa storia?

«Io non so molto, poiché questa è la seconda volta che vengo qui. La prima volta ero bambino e non ricordo molto. E’ grazie al mio bisnonno se ora sono qui a Sestri Levante: una città bellissima, tranquilla, un bel mare».

Retegui, quanto è importante il mare per te?

«A me piace tanto, mi dà tanta tranquillità: mi piace essere al mare, sono un ragazzo tranquillo. Colgo l’occasione per ringraziare tutti i tifosi, tutti coloro che lavorano nel Genoa: tutti mi aiutano ad essere una persona migliore, più ancora che calciatore. Tutti mi hanno aiutato ad ambientarmi subito in Italia».

Descriviti in tre parole.

«Oh, ma è difficile. Tranquillità: io sono molto tranquillo. Sono legato alla mia famiglia, ma piace molto anche essere indipendente. Come calciatore voglio sempre migliorarmi: quando colpisco la palla di testa, di destro oppure di sinistro. Voglio migliorare anche come persona: il calcio è come la vita».

Tranquillo sul campo non ti vedo…

«L’adrenalina mi fa diventare il sangue caldo».

Mi hai detto che sei molto esigente con te stesso: ripensi alle occasioni perdute?

«Sì, sono molto esigente e penso che si noti molto dall’esterno. In tutte le partite voglio segnare e quando non posso mi arrabbio tanto – spiega Retegui – Quando il mister ci fa vedere il video della gara io guardo con attenzione: voglio migliorarmi sempre».

E non sbagliare.

«Penso che se mi impegno di più tutto diventa più semplice».

Da 1 a 10 come ti senti in campo?

«Dieci. Mi sto allenando tanto, anche per fare le cose al meglio con il Genoa: penso però di andare in Nazionale e il mio sogno è l’Europeo».

Ti sei già immaginato segnare un gol importante?

«Sì, ma ho sempre i piedi ben saldi a terra. Il mio sogno è fare tanti gol con l’Italia».

Pensi che immaginando ciò che vorresti fare, poi diventerà tutto più facile?

«Sì, è così».

Quante cose che hai immaginato ti sono poi successe giocando a calcio?

«Tante. Penso che nel calcio tutto è possibile, come nella vita. Penso che se lo si può immaginare, lo si può poi vivere. Devo continuare, devo allenarmi».

In questo momento stai vivendo il sogno di tanti ragazzi

«Sì. E’ il sogno di ogni giocatore: ringrazio tutta la squadra che mi aiuta a vivere tutto ciò».

Ti ho portato un dono (NDR: una maglia azzurra), ti emoziona?

«Vestire la maglia azzurra e rappresentare l’Italia e il massimo che mi possa capitare nella vita».

Retegui, se potessi immaginare il momento più bello che ti possa capitare, quale sarebbe?

«Sogno di giocare con la maglia azzurra, sogno di giocare gli Europei».

Albania, Spagna e Croazia: che ne pensi di questo gruppo?

«Credo che sia un gruppo difficile, però noi siamo l’Italia: abbiamo vinto l’ultimo Europeo e quattro campionati del mondo. Dobbiamo pensare a noi e giocare bene, sempre con umiltà. Vogliamo disputare un grandissimo europeo».

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