Questo Mondiale ha già annoiato

L'Italia ha estratto, un'altra volta, il peggio del proprio costume: volevamo omaggiare il popolo russo con qualche sceneggiata farlocca, abbiamo inghiottito secoli di storia

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Mondiale
Tifosi russi (dalla pagina Facebook della Fifa)
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Il mondo che va alla velocità di internet, che talvolta supera quella della luce, ha bruciato il Mondiale in Russia. Ci ha impiegato ventiquattro ore, o poco più. Giusto il tempo di presentare palinsesti orripilanti, trasmissioni vuote ma colme di trucco, canzonette cantate da qualche marmocchio diventato famoso per un pugno di like. L’Italia ha estratto, un’altra volta, il peggio del proprio costume: volevamo omaggiare il popolo russo con qualche sceneggiata farlocca, abbiamo inghiottito secoli di storia. Il Mondiale è già noioso perché sembra di vedere la terza replica la medesima sera. É troppo.

É troppo il becero patriottismo calcistico che il maestro Clerici non stenterebbe a definire “italopiteco”. É troppa la nostalgia verso la Nazionale, mai così tanto rimpianta dagli italiani: eppure le grigliate, le cene con gli amici, i bagni e le birre di mezzanotte si possono fare ugualmente senza Azzurri. É troppo il vittimismo di Italia-Svezia, il conseguente colpevolismo, la caccia alle streghe di San Siro e la gogna perpetua inflitta a Ventura. Aveva ragione sir Winston Churchill, tifoso del QPR, quando disse: «Gli italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre».

Se il Mondiale annoia in partenza può solo migliorare. Il simpatico Robbie Williams, bollato dalla sua patria come mercenario, ha sfoderato un dito medio alla telecamera. Una trovata che ha tolto l’acqua dal serbatoio per fare spazio alla benzina. Si parla più del gestaccio del cantante di Stoke che di Russia-Arabia Saudita: un esordio politically correct per i padroni di casa. Un’esibizione scadente, lenta e soporifera, una delle peggiori che la storia ricordi. Entrino presto in campo i soccorsi di Messi e Ronaldo, Neymar e Lewandowski, i balli dei colombiani e l’allegria degli africani. Ah, la Russia ha vinto 5-0. Poco importa nel Mondiale della noia.

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