Quando Vasquez fu scartato dal Cruz Azul: «Alto ma troppo magro»

Il percorso giovanile del difensore del Genoa fu tutt'altro che semplice

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Vasquez Genoa
Il difensore Johan Vasquez esulta mimando la C della fidanza Camila (foto di Genoa CFC Tanopress)

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Dal Pumas al Genoa, dalla Primvera Division messicana alla Serie A. É la parabola di Johan Vasquez, difensore che nelle ultime settimane ha conquistato un posto da titolare nel Genoa di Ballardini dopo mesi di ambientamento successivi alla medaglia di bronzo ai Giochi Olimpici di Tokyo. Il sito Cronache di Spogliatoio traccia il profilo giovanile di Vasquez, nato a Navojoa, nello stato di Sonora, Messico settentrionale, dove il baseball è lo sport nazionale. A Navojoa esiste la scuola calcio Zito’s Boys, dove Zito è il soprannome di Rigoberto Vasquez, papà di Johan, che promuove il calcio dal 1996. Oltre a questo, Zito gestiva un chiosco di tortillas e specialità a base di frutti di mare coinvolgendo l’intera famiglia a tal punto che i due figli Johan e Rigoberto, di cinque anni più grande, spesso si alternavano a sparecchiare i tavoli o portare i piatti alla clientela. In cambio si allenavano con il padre il quale predisse un futuro da attaccante a Johan: «Calciava più forte dei coetanei, aveva gambe robuste».

La carriera di Johan Vasquez, però, decollò da difensore: a dieci anni era nel Pachuca (sua sua madre, Esmeralda Ibarra, lo riportò a Navojoa per la troppa nostalgia di casa), a tredici del Pumas ma venne allontanato poiché nottetempo i dirigenti decisero di privare dell’alloggio i calciatori non residenti a Città del Messico. Stessa cosa, in circostanze meno irruente, avverrà anni dopo al Tigres. Saltò anche il passaggio al Cruz Azul poiché un dirigente disse che Vasquez era troppo magro per la sua altezza. A sedici anni Johan è dovuto ripartire dalla terza divisione messicana, al Cimarrones de Sonora, club allenato da un amico di suo padre prima del Monterrey, del Pumas e del Genoa. Vasquez è il secondo messicano ad aver segnato in Serie A e assieme al napoletano Lozano condivide lo scopritore: Angel Coca Gonzalez, già noto per aver lanciato il leggendario Cuauhtemoc Blanco, l’unico calciatore del Messico ad aver segnato in tre Mondiali (1998, 2002 e 2010).

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