Quando il Genoa voleva Mousa Dembelé prima di tutti

Il centrocampista belga è conteso da Inter, Juventus e Napoli. Nel 2009 il Grifone non lo portò a casa per le alte richieste dell'AZ Alkmaar e l'insediamento di Advocaat

2048
Mousa Dembelè (A destra. Foto tratta dal suo profilo Twitter)

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

Facile volere Mousa Dembelé dopo sei anni di Tottenham… Difficile era, invece, scoprirlo in Olanda e proporlo in Serie A. Nell’estate del 2009 il Genoa andò vicinissimo ad acquistarlo dall’AZ Alkmaar per più di dieci milioni di euro. Una cifra cospicua per il mercato di nove anni fa, ancora non inquinato dai petroldollari. Dembelé piaceva al Genoa, il Genoa piaceva a Dembelé. La storia parla di un matrimonio non celebrato sull’altare del Grifone: il centrocampista belga preferì alla fine restare ancora un anno in Eredivisie per difendere il titolo di campione d’Olanda.

Scelta giusta? Sì, Dembelé nel 2010 mise piede in Premier League e da allora non si è più spostato da Londra: prima Fulham poi Tottenham, dal cuore della City fino ai suoi quartieri nord. Testimonianza di come il patrimonio calcistico possa cambiare in pochi chilometri. Il Genoa ebbe l’intuizione giusta: Dembelé era il degno erede di Thiago Motta, da poche settimane venduto all’Inter. La trattativa saltò per le esorbitanti richieste dell’AZ, legittimato a farlo a fronte degli introiti garantiti dalla qualificazione in Champions League. Storia di un breve amore non consumato.

Con il denaro di Dembelé Preziosi acquistò due giocatori: Kharja e Zapater. Il francomarocchino più tecnico, lo spagnolo un mezzofondista con la “depravazione” delle punizioni. Ne sa qualcosa la Roma di Spalletti. Il belga, però, univa le caratteristiche di Kharja e Zapater. A posteriori si può dire che il Genoa sbagliò a non accontentare le richieste dell’AZ Alkmaar. Nella scelta di Dembelé influì anche il cambio d’allenatore: Van Gaal salutò i frisoni biancorossi per il Bayern Monaco e al suo posto subentrò Dick Advocaat. Un tecnico che in patria è venerato come santone a tal punto che la Nazionale oranje lo sceglie sempre come traghettatore nei momenti di crisi. Dembelé rispettava quel Genoa ma preferì declinare l’offerta rossoblù per tentare, inutilmente, di continuare a vincere in Eredivisie.

 

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.