Processo calcioscommesse Avellino, Izzo: “Non potevo accordarmi per poi tirarmi indietro”

"Contro la Reggina non ho giocato, ho chiesto io a Rastelli di non giocare" ha affermato il difensore del Genoa ex biancoverde. Confermate le richieste di condanna per il rossoblù e per tutti gli altri deferiti a giudizio

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Armando Izzo durante Genoa-Milan 3-0 il 25 ottobre 2016 (Foto Getty Images)
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Armando Izzo si è difeso con energia e compostezza nel processo davanti al Tribunale Federale Nazionale per il presunto caso di combine quando era all’Avellino. “Sono di Scampia e la mia famiglia – ha affermato il giocatore, ripreso da Tuttoavellino.it – è di Scampia. Non potevo accordarmi per poi tirarmi indietro. Contro la Reggina non ho giocato, ho chiesto io a Rastelli di non giocare“. Il giocatore era presente in aula assieme al suo difensore Antonio De Rensiis.

Al processo c’era anche Fabio Pisacane, ex difensore del Genoa e dell’Avellino ora al Cagliari. Per lui sono stati chiesti sei mesi di squalifica per omessa denuncia: “Sono qui per i miei figli. Sei anni fa, quando ero più povero e più debole, denunciai un illecito sportivo simile. Sono qui per manifestare la mia sofferenza. Confido nella giustizia” ha affermato.

La Procura federale ha confermato tutte le richieste presentate lo scorso 3 marzo. Per Izzo l’accusa chiesto 6 anni di squalifica, come per Milesi. Inoltre, per l’Avellino sono stati richiesti sette punti di penalizzazione, oltre a nove mesi di inibizione per l’amministratore unico Walter Taccone, i sei mesi di squalifica per Castaldo.

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