Primo tempo da dimenticare a Parma, poi il trionfo: il Genoa è sempre più un “fenomeno paranormale”

Nella prima frazione il Grifone è stato un fiacco Mister Hyde, ma nella ripresa è diventato un effervescente dottor Jekyll

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Sirianni Preziosi
Vittorio Sirianni

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Scusate se insistiamo: ma il Genoa appare sempre di più un “fenomeno paranormale”. È una nostra fissazione! Seguivo la partita di Parma davanti al video, dove un gruppo di amici cercavano di spiegarci che cosa era stato il primo tempo del Grifo. Concetto espresso: «Il primo tempo più brutto della gestione Ballardini». «Il tecnico ha finito il suo ciclo». «Una squadra che non esiste». «Siamo alla deriva».

Pensavo tra me e me: chissà che diranno al termine della gara, se, visto che il Grifone è un “fenomeno paranormale”, si capovolgesse la situazione e vincesse alla grande. Guarda un po’, è successo proprio così! Dai “4” in pagella dati nel primo tempo (anche qualche “3” non ci sarebbe stato male) addirittura, in un clima di esaltazione tipicamente genoana, ecco saltar fuori palette con i “9” e molti “8”.

Tutto ciò perché, ancora una volta, molti non hanno capito cos’è il Genoa: un vero e proprio fenomeno che ha colto una vittoria esaltante.

Il Balla alla vigilia aveva gridato ai suoi una frase rivolta ai suoi: «Dobbiamo stare attenti, compatti e fare del nostro meglio». E, tranne quanto accaduto nella prima parte della gara, è stato così.

Nel primo tempo, proprio perché la follia si insinua spesso dentro la squadra, i rossoblù hanno morso il… burro, ma nella ripresa ecco il “ferro” (vale a dire la paura di andarsene tra i cadetti) morso con forza e violenza calcistica di gran peso.

Ecco allora i “cambi” andati per il verso giusto: Pjaca e poi Scamacca, che infila i ducali con due gol reali.

Siamo a 31 punti, niente male. Ma, attenzione, non si parli di salvezza già acquisita. C’è da lavorare e con grande concentrazione. Perché il Grifone affronterà, dopo la sosta per le nazionali, dapprima la Fiorentina al Ferraris, poi la Juventus e il Milan in trasferta. Un calendario maledettamente difficile: ma questo fa parte del destino dei rossoblù. Quando si riscattano con prestazioni maiuscole che potrebbero essere seguite da un calendario lievemente più morbido, immediatamente vengono invece messi alla prova da avversari molto forti contro i quali, spesso, si perdono quei punti conquistati con tanta fatica. Ma questo fa parte della paranormalità del Grifo.

Ovviamente giocare ad essere il “Jekyll e Mister Hyde” non giustifica il successo: certi cali di motivazioni, certe pause di tipo psicologico, dovranno essere attentamente valutate da Ballardini.

Ad esempio si ha la sensazione che la squadra giochi meglio quando occupa gli spazi più in fase avanzata, costringendo l’avversario a non “salire” troppo. In altri termini giocare con motivazioni offensive più accentuate, anziché pensare a coprirsi più spesso in fase difensiva, lasciando appunto facile l’avanzata degli avversari. Anche perché la difesa, non sapendo marcare a uomo, viene colpita facilmente da palle inattive che nascono proprio da lasciar libera circolazione agli attaccanti avversari che conquistano corner su corner.

Comunque i tre punti di Parma rappresentano il miglior piatto “alla parmigiana” che i rossoblù potevano assaporare.

Se riusciranno a far loro anche la prossima “bistecca alla Fiorentina”, allora sì che…

Vittorio Sirianni

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