Preziosi punta tutto sulla “scommessa” Thiago Motta

In passato Preziosi ha preso diversi allenatori rivelatisi poi deludenti. Nonostante sia senza esperienza, l’ex centrocampista sembra avere alcune doti interessanti

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Sirianni Preziosi
Vittorio Sirianni
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Il presidente Preziosi dev’essere follemente innamorato, o soggiogato, o “plagiato” dal cosiddetto “allenatore – scommessa”. Un tecnico, cioè, che per una ragione o per l’altra non dà all’inizio garanzie sicure, ma fa solo ben sperare.

Su questo versante, però, il caro Preziosi dovrebbe ricordare che in 13 anni di serie A (un vero miracolo) quasi tutti gli allenatori da lui scelti sono stati delle scommesse quasi tutte perse, ad onor del vero.

Da Malesani a Marino, a De Canio, a Juric, a Mandorlini, a Prandelli, a Ballardini, fino ad Andreazzoli. Tutte “scommesse” andate per traverso.

Ora ecco arrivare quello splendido uomo che si chiama Thiago Motta, eccezionale personaggio legato ad anni felici del Grifo, ma anche lui, se possiamo dirlo, è una “scommessa”. Non ha ancora il patentino, comunque può allenare con a fianco Murgita. Certamente questa “scommessa” è stata la più sorprendente per Preziosi, che, credo, nel suo sadismo, deve aver gongolato di gioia.

E sembra essersi detto: «Vedrete, questa volta la scommessa la vinco io!». Ovviamente è la speranza di tutti: tifosi, giocatori, dirigenti. Perché quello che è successo al Genoa in queste otto giornate risulta il dato più “paranormale” che si possa credere. Dopo una partenza eccellente, dopo opinioni favorevoli, dopo un mercato che finalmente si considerava ottimo, dopo un certo bel gioco, improvvisamente è arrivato il buio. Un buio che nessuno è riuscito a spiegare. E’ vero che di fronte a certe catastrofi le colpe sono un po’ di tutti, ma proprio quest’anno, nel quale tutto sembrava avviato su giusti binari, quello che è successo ha davvero dell’incredibile.

Comunque, oggi, eccoci a Thiago. Dobbiamo dire che la sua immagine è riapparsa nello splendore di quei ricordi, quando da grande centrocampista aveva fatto sfiorare al vecchio Grifo la Champions League. Questa è l’unica ragione per cui tutti sperano che l’ennesima “scommessa” del presidente vada a buon fine. Thiago è davvero un bel personaggio e proprio per questo fa superare ogni preoccupazione, ogni sospetto, ogni delusione di chi pensava ad un “vero” allenatore (ammesso che ve ne sia ancora uno disponibile in circolazione).

La prima frase pronunciata da Thiago è stata molto bella: «Ho il Grifone nel cuore e nel mio destino». Speriamo sia così. Certo, se dimostrerà da tecnico di avere la stessa grinta, ma soprattutto lo stesso “cervello” di quando dominava il centrocampo del Genoa di poco più di 10 anni fa, allora ci siamo davvero.

Non sarà facile, però. Proprio questa sua collocazione “fuori schema” (cioè non nella solita fila di tecnici che sono pronti ad ogni “sì” pur di avere una panchina e un po’ di soldi) lo fa considerare una sorpresa, perché no, piacevole.

L’uomo (noi lo abbiamo conosciuto bene) è saggio, una gran bella persona, ha carattere, carisma e già allora il suo fascino nel gruppo era straordinario. Se riuscirà a farlo emergere anche come tecnico, la strada dovrebbe essere più facile. Un altro dato per lui favorevole: non ha il solito “codazzo” di figure inutili che servono solo a far pagare cifre cospicue ai presidenti (Gattuso ne aveva e ne voleva ben 10!).

A Thiago bastano due o tre veri colleghi che lo aiutino nelle cose essenziali.

Dunque, si riparte da zero (meglio, da cinque). Che, se guardate bene la classifica, non sono poi tanto pochi. Nel giro di tre/quattro punti, infatti, vi sono almeno sei/sette squadre. Tempo per recuperare, quindi, ce n’è eccome. Basta battere il Brescia sabato. Thiago lo sa e sembra che anche lui abbia fatto una “scommessa” col presidente: «vincerò la mia prima partita in rossoblù!».

Vittorio Sirianni

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