PREZIOSI: «L’uno-due del Lille poteva essere deleterio, ma la squadra ha voluto la vittoria»

«Ero tranquillo perché avevo detto che tre gol li avremmo fatti. Li abbiamo fatti e quindi sono felice: però che sofferenza». Enrico Preziosi è al settimo cielo, dopo l’ultimo quarto d’ora della partita in cui sembrava ormai tutto perduto per il Genoa: il Lilla aveva rimontato due gol. «Sono stati anche un po’ fortunati i […]

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«Ero tranquillo perché avevo detto che tre gol li avremmo fatti. Li abbiamo fatti e quindi sono felice: però che sofferenza». Enrico Preziosi è al settimo cielo, dopo l’ultimo quarto d’ora della partita in cui sembrava ormai tutto perduto per il Genoa: il Lilla aveva rimontato due gol. «Sono stati anche un po’ fortunati i francesi – prosegue il presidente – però noi abbiamo avuto cuore». Il numero uno rossoblù riconosce un duplice merito per questa vittoria sofferta e meritata: «Al di là del pubblico che ci spinge sempre, c’è stata anche la volontà dei giocatori di non mollare fino all’ultimo secondo. L’uno-due del Lille poteva essere deleterio, invece fino all’ultimo minuto la squadra voleva la vittoria e l’ha meritata». Dunque combattere su tre fronti si può? «Sono molto contento – prosegue – anche perché avevamo giocato solo quattro giorni fa a Palermo. Anche Tomovic si è visto molto: è un ragazzo che sta guadagnando terreno».

Parole di elogio anche per lo straordinario Palacio. «Palacio è un giocatore di talento e dà un grande spettacolo – afferma il presidente – avrebbe voluto segnare un terzo gol ma purtroppo non c’è riuscito». Il discorso qualificazione è dunque riaperto: il genoa si gioca tutto a Praga. «A questo punto abbiamo il dovere di crederci – dice Preziosi – dobbiamo fare risultato là per giocarcela col Valencia in casa: questa squadra, come avevo detto, con un po’ di sacrificio poteva arrivare fino in fondo». Su Scarpi, il patron rossoblù dice che «oltre che un grande uomo, è un grande giocatore e d è un pilastro per noi». E a Marco Rossi, che ha giocato 200 partite in maglia rossoblù, «dobbiamo solo dirgli grazie».

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