Preziosi ha venduto al Fondo: nuova era in casa Genoa

Entro metà ottobre l'intero pacchetto azionario passerà da Fingiochi a 777Partners, holding con sede a Miami

5309
Preziosi Genoa Juventus
Enrico Preziosi a Pegli (Foto di Tanopress per Genoa CFC)

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

Il primo passo verso il cambiamento epocale in casa Genoa è stato perfezionato con le firme delle parti sul contratto di cessione del club. L’era Preziosi si chiude diciotto anni dopo l’aggiudicazione del club di calcio più antico d’Italia all’asta fallimentare, andata deserta, che si tenne presso il tribunale di Treviso, dove giaceva il corpo del Grifone martoriato dal crack di Dalla Costa. Preziosi liquidò con settecentomila euro i creditori della holding veneziana e, guidato dall’avvocato trevigiano Stefano Campoccia e dal braccio destro Maurizio Cellai, per molti anni numero due di Giochi Preziosi, si accollò diciannove milioni di euro di debiti, all’incirca come la somma che 777Partners ha versato come acconto. La cessione della totalità delle quote azionarie del Genoa al Fondo ispano-americano, avente sede al Brickell World Plaza di Miami, si chiuderà entro la metà di ottobre: superati i residui adempimenti, tra oggi e domani le parti emaneranno i comunucati congiunti.

La più larga maggioranza dei tifosi, salvo una sparuta rappresentanza rimasta a buon diritto scettica sulla missione speculativa del Fondo, ha accolto la notizia del passaggio di proprietà con grande slancio, arrivando persino a celebrarlo con fotomontaggi dall’intento giocoso e per nulla autolesivo. Dalla bandiera genoana che trasloca dallo scoglio genovese di Boccadasse a Iwo Jima, storica vittoria degli Alleati, fino alla Statua della Libertà vestita di rossoblù con un Grifone dalle ali aperte intento a volteggiare sopra la corona a sette punte di Grimilde, come sette sono i mari. Dall’orizzonte del mare di Genova, invece, si intravede la figura di una nave che presto approderà nel porto senza sapere verso quali lidi calcistici condurrà il Genoa, club avvolto da una passione unica – sebbene l’ultimo trofeo risalga al 1937, ottantaquattro anni or sono – che merita di ritornare in auge sportiva e recuperare prestigio.

Le agenzie finanziare americane giurano che il Fondo, costituito nel 2015 da Steven Pasko e Josh Wander, ha una grande solidità – e interesse remunerativo per lo sport come attesta il possesso del 6% delle azioni del Siviglia – a tal punto che a marzo ha proceduto all’acquisto di ventiquattro aerei Boeing 737 per la compagnia canadese Flair, socio della capogruppo. L’aerospazio non interessa ai tifosi rossoblù giacché, da un lato, scalpitano per rivedere un grande Genoa e, dall’altro, si interrogano dubbiosi sulla posizione che ricoprirà Preziosi. Una volta dismessa la carica corrente di proprietario, l’ex patron, figura di certo non poco ingombrante nei nuovi equilibri societari, potrà restare come consulente privo di potere decisionale ma dotato di potere rappresentativo istituzionale, pertanto passando da una gestione diretta a un’altra secondaria o passiva. Qualunque sia la nuova formazione dirigenziale, tra tecnici e pratici di calcio, il Fondo avrà il compito di riallacciare i legami con il territorio, riscoprendo il valore dei Genoa Club, e ridare centralità ai tifosi.

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.