Preziosi ed il Genoa sanzionati dalla Figc

Dovranno pagare 10.000 euro ciascuno per le esternazioni del Presidente in merito all'arbitraggio di Marco Di Bello in Roma-Genoa del 16 dicembre scorso

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Preziosi
Enrico Preziosi (Foto Getty Images)
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È arrivata la sentenza per il presidente del Genoa, Enrico Preziosi, deferito dal procuratore federale per le esternazioni a seguito del match Roma-Genoa dello scorso 16 dicembre, il quale ha poi patteggiato. Il numero uno di Villa Rostan intervistato da Radio Rai Uno nella trasmissione Radio Anch’io Sport del giorno successivo alla gara quando, in merito alla direzione arbitrale, aveva «espresso pubblicamente – si legge nel Comunicato Ufficiale 48/TFN – dichiarazioni lesive della reputazione del sig. Marco Di Bello arbitro del citato incontro; nell’intervento sopra indicato, in particolare, si utilizzavano le seguenti testuali espressioni: “Ci sono voluti 4 minuti per vedere un centimetro in più di un nostro giocatore per annullarlo. Poi su un rigore clamoroso l’arbitro si è tirato indietro e non è andato a vedere niente. Mi vengono cattivi pensieri e basta. Non mi parlate di percentuali: a me interessa che una partita che potevamo vincere, l’abbiamo persa. Noi non possiamo perdere punti perché un arbitro si rifiuta di usare il Var. Mi deve spiegare il perché ha preso questa decisione. […] Perché hanno speso 4 minuti per un centimetro di fuorigioco e non 30 secondi per un rigore? Non mi pare che sia un errore fatto a caso. C’era un clima di contestazione e in questo modo hanno mandato tutti a casa felici e contenti a danno del Genoa. Noi abbiamo lasciato almeno un punto sul campo. L’arbitro ha il dovere di consultarsi con il Var, perché in quel caso avrebbe fischiato sicuramente il calcio di rigore. L’uomo in quanto uomo è soggetto a sbagliare, ma davanti all’utilizzo differente del Var nella stessa partita, io non posso altro che sospettare che la scelta venga fatta ad hoc. Si è rifiutato di consultare il video con il Var che non è intervenuto. Sono in malafede. Io a 70 anni voglio sentirmi libero di dire ciò che penso e in quell’episodio c’è stata solo una grandissima malafede con un arbitro che si è rifiutato di guardare il video davanti a un errore evidente. Bisogna capire quali sono i motivi. Di Bello? Non dovrebbe più arbitrare”». Il Genoa Cfc, invece, era stato coinvolto a titolo di responsabilità diretta per le azioni e i comportamenti disciplinarmente rilevanti, posti in essere dal proprio presidente e legale rappresentante pro tempore dotato di poteri di rappresentanza.

A seguito del patteggiamento – davanti ai rappresentanti della Procura Federale (Giuseppe Chiné, Luca Scarpa e Mauro De Dominicis) – i “rei”, difesi dall’avv. Mattia Grassani, hanno proposto l’applicazione della sanzione di 10.000 euro per ciascun imputato, sanzioni poi accettate.

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