Preziosi: «Con 777 Partners il Genoa può giocare per i primi posti in classifica»

«Gasperini mi è mancato molto ma non sono invidioso dell'Atalanta» spiega l'ex presidente

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Preziosi
Enrico Preziosi a Pegli (Foto Genoa cfc Tanopress)

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«La holding 777 Partners può giocarsela con i primi in classifica, credo che la loro capacità d’investimento sia superiore a quella di Commisso della Fiorentina. Magari un giorno i genoani mi benediranno, anziché maledirmi. La trattativa d’acquisto iniziò a maggio a Madrid dove io e Zarbano conoscemmo Blazquez: fu un approccio serio e concreto che non finì per pubblicità sui giornali, il che mi convinse a proseguire. Ad agosto trovammo l’accordo, a settembre ci fu signing (la firma dei contratti, ndr) mentre ieri il closing. Acquistai il Genoa nel 2003 per passione calcistica, volevo vendere dal 2017 non per soldi ma per stanchezza e inquietudine: credo che il club sia in buone mani». Sono le parole di Enrico Preziosi, ex presidente del Genoa, rilasciate alla trasmissione “We are Genoa” di Telenord. «Troppi debiti? Aspetto ancora di rispondere al signor Garrone fin da quella sera dove forse non era lucido. Forbes dice che sono tra gli uomini più ricchi in Italia? Lascio a loro queste classifiche, sicuramente non sono povero» aggiunge Preziosi.

«Licenza Uefa? Siamo scivolati su una strada sdrucciolevole, per un mio difetto non potemmo onorare una competizione conquistata sul campo. Gasperini è stato il migliore, era l’unico con cui riuscivo a parlare di calcio, mi è mancato: con lui ho avuto qualche perplessità, come Di Vaio ala sinistra. Non sono invidioso dell’Atalanta, consigliai il mister al presidente Percassi. Non comprerò un altro club di calcio. Il processo di Genoa-Venezia si celebrò con i bigliettini ma ancora oggi odio Lari, il pm dell’epoca» spiega Preziosi.

«Con Ballardini ho avuto molti scontri e incontri. Dopo Inter-Genoa mi chiese l’esonero, io gli chiesi di dimettersi ma lui si rifiutò: mi ha fatto questo scherzo per la seconda volta. Con lui abbiamo raccolto meno di quanto fosse possibile. Ho fatto tanti errori ma questi vanno contestualizzati: a Ibiza strinsi la mano a Italiano, poi ci furono problemi con lo Spezia e arrivò Maran. Andreazzoli? Andò via per problemi tecnici con lo spogliatoio» rivela l’ex patron.

Sul settore giovanile: «A Cogoleto acquistai i terreni molti anni fa, mi sono impegnato a cederli a zero a 777 Partners che hanno grande fiducia nel vivaio. Guai a separsrsi da Sbravati visto che il suo contratto è in scadenza, è genoano e legato alle sorti del Genoa».

«Zangrillo è un genoano vero. Shevchenko, invece, era in ballottaggio con Pirlo ma alla fine ha prevalso l’ex Pallone d’Oro. Nel nuovo Genoa non conterò più nulla, sarò rappresentante in Lega con potere di voto: resto nel cda solo per ragioni contrattuali, non voglio essere ricordato per lo sventato fallimento o i quindici campionati in Serie A ma per aver fatto tanto con passione. La mia relazione con il Genoa è finita. La squadra si salverà anche facendo quattro o cinque punti prima del mercato di gennaio – spiega Preziosi – Ballardini non ha voluto tagliare quattro o cinque calciatori entro il 31 agosto, ecco perché la rosa è così ampia. Sturaro deve giocare, mi ha promesso una voglia di riscatto. Con Flavio Bianchi il Genoa ha un futuro».

«Contestazione? É anche frutto di cattivi risultati dei quali non mi pento sebbene ne sia il responsabile. Potevo fare meglio, non di più perché negli anni ho investito grosse risorse: i bilanci parlano chiaro. La contestazione l’ho sempre accettata tranne quando ingiuriarono mia figlia: maledico quella persona ovunque essa sia» chiosa Preziosi.

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