Preziosi-Ballardini, ultimo atto a Empoli. Shevchenko al Genoa

L'ucraino ha firmato fino al 2024, investimento lordo complessivo da sette milioni annui

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Shevchenko Genoa
Andriy Shevchenko, ex ct dell'Ucraina (dalla sua pagina Instagram)

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Remember, remember the Fifth of November. È l’inizio di una filastrocca insegnata nelle scuole inglesi che simboleggia la data del tentativo di alcuni cospiratori cattolici di ardere il Parlamento e il sovrano Giacomo I, puro anglicano. L’attentato fallì come “Il bombarolo” di Fabrizio De André che, da solo, detonò un chiosco di giornali cadendo nel ridicolo. Il 5 novembre del Genoa è la data dell’ultima panchina di Ballardini, affidata a Shevchenko, e l’ultimo atto di Preziosi nella veste di presidente, dunque la fine di un lungo e mai cessato dualismo che ha danneggiato le parti e frazionato nel tempo la tifoseria, come un patto di sangue necessario stipulato per la salvezza: il presidente aveva bisogno del tecnico romagnolo per non perdere la categoria, e viceversa per allenare un club di Serie A conosciuto fin nei suoi meandri. Quando il velo si squarcia tutto finisce senza un reale vincitore ma, in compenso, con una squadra impoverita e momentaneamente quartultima per sola differenza reti.

Shevchenko è già il presente e nel dopoguerra è il sesto ex commissario tecnico a sedere sulla panchina del Genoa dopo il leggendario William Garbutt (ufficialmente riconosciuto nel 1913), Antonio Busini (in qualità di assistente di Gipo Poggi) e Jesse Carver (Olanda) nella stagione 1959-1960, Franco Scoglio e Cesare Prandelli. Discorso a latere per Paulo Amaral che nel Brasile vinse due coppe del Mondo, in Svezia e in Cile, ma come preparatore atletico e non come allenatore. Dopo aver approcciato con Pirlo e compiuto un abboccamento con Domenico Tedesco, ex Schalke 04 che non ha rinnovato con lo Spartak Mosca per il distacco dalla famiglia in tempo di pandemia, 777 Partners pagherà Shevchenko e il suo staff sette milioni di euro lordi all’anno: un investimento fiduciario che il Genoa dovrà tramutare in volano tecnico per far crescere la squadra. La società rossoblù si era mossa anzitempo segretando a doppia mandata il nome dell’ucraino, rivelato al pubblico dalla tv dopo il pareggio di Empoli.

Oggi Shevchenko vivrà la prima giornata genoana e martedì dirigerà il primo allenamento assieme al vice Mauro Tassotti che sarà fondamentale nella stesura del lavoro quotidiano e nella correzione di taluni meccanismi difensivi da calo glicemico alla vista di uno dei quattro baluardi della linea più organizzata che il calcio moderno ricordi. La sua Ucraina ha giocato quasi tutte le partite con una difesa a quattro, salvo una deroga a tre all’ultimo Europeo, ma il dubbio circa la nomina di Shevchenko non è tecnico-tattico ma è insito nel subentro in corsa, un momento congiunturale di per sé enigmatico (anche con due settimane di sosta) per attecchire nuove proposte di gioco e solitamente terreno elettivo di vecchie volpi del pallone. Da domani nello spogliatoio del Genoa non entrerà il signore del calcio autore di quattrocento gol in carriera o l’ex Pallone d’Oro: la porta si chiuderà alle spalle di mister Shevchenko il quale dovrà dimostrarsi credibile a giudizio della squadra e grande nelle piccole cose per salvare il Grifone e cancellare dalla memoria gli echi del 5 novembre.

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