Preziosi: «A Bologna il Genoa ha spento la luce»

Il presidente però non abbandona il sogno Champions: «abbiamo il dovere per i tifosi che ci seguono di provarci fino all'ultimo». Precisazione su Milito e l'Inter: «Non abbiamo avuto un contatto ufficiale»

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«Con il Bologna abbiamo giocato una brutta partita, non riconoscevo il vero Genoa, non voglio parlare della bravura del Bologna, ha fatto la sua onesta partita. Ieri un blackout totale, non si può giustificare diversamente. Hanno spento la luce». Il presidente del Genoa, Enrico Preziosi, ai microfoni de “La Politica nel Pallone” su Gr Parlamento spiega così la netta sconfitta del Dall’Ara di ieri. Però lancia un “monito” ai cugini doriani: «Abbiamo il primato cittadino e in città siamo una squadra che è davanti, è già qualcosa. Non è questa la sola soddisfazione che cerchiamo. Nel derby ci sono interessi particolari, noi a differenza della Samp stiamo facendo un altro campionato». Riguardo alla Champions Preziosi precisa che «abbiamo il dovere per i tifosi che ci seguono di provarci fino all’ultimo. La Uefa se non facciamo errori non ci può sfuggire. Riguardo alle continue voci su Milito dice: «Quando si arriva a fine campionato, un po’ di voci arrivano e incide, ma Milito sta benissimo, lo abbiamo risparmiato parecchio per averlo in forma in queste giornate». Il presidente spezza una lancia per il Principe per la gara di ieri: «ha fatto quello che poteva fare, per le voci di mercato dobbiamo convivere e da una parte ci fa piacere perché vuol dire abbiamo giocatori importanti». Sull’interesse dell’Inter precisa che «non abbiamo avuto un contatto ufficiale. Milito è un fuoriclasse, chi lo vuole lo dovrà pagare anche se spero che rimanga con noi. Acquafresca nella trattativa? Un giocatore importante, perché no? Tutto è possibile ma sono solo ipotesi. Non cambierà niente se non dovesse arrivare la Champions League. Avremo il dovere di rafforzare la squadra con due o tre giocatori in più».

Infine, il numero uno rossoblù parla anche degli arbitri: «Ci sono situazioni dove non vedo malafede. La escludo totalmente. Se andiamo avanti con questi discorsi dobbiamo mollare tutti».

 

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