Pregi e difetti di Aurelio Andreazzoli

In attesa della conferma ufficiale dell’arrivo del nuovo tecnico del Genoa, proviamo a tracciare alcune sue caratteristiche e potenzialità

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Vittorio Sirianni
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Di ufficiale non v’è ancora niente, ma sembra che Preziosi (tanto per cambiare) stia rivedendo tutto l’assetto societario del Genoa. Arriverà, pare, Stefano Capozucca, antico amico e collaboratore del presidente: se ne andranno Perinetti (ma ricordate mai un direttore generale che fosse andato d’accordo col presidente?) e Donatelli (brutta perdita).

Il tutto, mentre si attende l’annuncio del nuovo allenatore che sarà Aurelio Andreazzoli, com’è nelle attese di tutti. A proposito: sapete qual è ormai la nostra idea sugli allenatori. Uno vale l’altro, come abbiamo già spiegato: nel senso che, al di là dei quattro-cinque che puntano agli alti obiettivi (Conte, Ancelotti, Sarri, Inzaghi, Allegri) tutti gli altri sono di un buon livello, ma senza discostarsi molto l’uno dall’altro. Tra questi, c’è chi ha caratteristiche più tecniche, chi più psicologiche o caratteriali. Per concludere: aspettiamo Andreazzoli.

Ricordiamo che ad Empoli il tecnico fu esonerato dal presidente Corsi, poi ripreso, infine considerato trionfalmente un “grande”, soltanto perché ha vinto e giocato se/sette partite nel finale di campionato. Il suo Empoli ha incassato 70, ribadiamo, 70 reti: insomma, quanche limite lo ha pure il nostro Aurelio.

Secondo noi, chiunque giungerà sulla panchina del Grifone sarà vincolato alla qualità dei giocatori che il presidente gli metterà a disposizione, nell’ambiente che lo accoglierà, nei rapporti con i giocatori nuovi e vecchi con cui dovrà lavorare, con i tifosi e con la città. Sono questi i fattori che, solo quando il tecnico sarà operativo, permetteranno di dimostrare quale sarà il suo valore. E allora potremo giudicarlo con dati di fatto alla mano.

Si ricompone dunque il vertice dirigenziale-tecnico, ma si dovrà ricomporre anche la squadra. Ci ha fatto un po’ sorridere chi ha scritto che Andreazzoli è molto bravo perché è in grado di giocare sia col 4-3-3, sia col 4-3-2-1 sia col 3-4-1-2: insomma, il qualunquismo tattico più straordinario. Ma va bene così: se tutti dicono che sia così valido, ben venga. Purtroppo Preziosi dovrà dare qualche soldino di buonuscita a Prandelli, oltre a quelli che deve a Ballardini e Juric fino al 30 giugno: poi dovrà pagare uno stipendio di circa 700mila euro ad Andreazzoli.

E la squadra? Speriamo che non “caschi” l’asino. La nostra idea potrebbe essere questa (ma è un’idea d’estate, dunque prendetela come volete): se si riuscisse a tenere (e potrebbe essere possibile) sia Radu che Romero, potrebbe considerarsi già composta il reparto difensivo. Ci vorrebbe un bomber abbastanza forte e un centrocampista con compiti di regia, illuminante e leader. Quel famoso leader che da anni si va cercando e non si trova mai.

Naturalmente tutto ciò che abbiamo scritto finora, potrebbe saltare se Preziosi (attraverso l’advisor Assietta) trovasse un nuovo proprietario per il Genoa. Le voci che girano sono tante, nessuna per ora credibile. Un dato, secondo noi, è certo: Preziosi sembra proprio arrivato alla convinzione che il suo tempo al Grifo è finito.

Noi avremmo una soluzione: se si trovasse un vero, nuovo e serio proprietario, Preziosi potrebbe essere assunto come “uomo-mercato”, Siamo certi che finalmente il Genoa avrebbe una squadra di tutto rispetto, con possibilità di ambire ai traguardi più lusinghieri. Ma queste sono idee estive, da solleone…

Vittorio Sirianni

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