Pinamonti al Genoa, un Arciere per Andreazzoli

L'esultanza in stile tiro con l'arco la ideò assieme a Valietti, rossoblù ex Inter

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Pinamonti
La gioia di Pinamonti (Foto tweet ufficiale Nazionale Italiana)
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Lo chiamano l’Arciere ed è nato nella Val Di Non, paradiso della mela. Detta così sembra la biografia di un Guglielmo Tell italiano invece è la presentazione di Andrea Pinamonti, il nuovo attaccante del Genoa. Trentino di Tassullo – comune fuso nel 2016 assieme ad altre due piccole autonomie locali – ma svezzato calcisticamente tra Verona e Milano: Pinamonti è il nuovo che avanza. Classe 1999, destro naturale ma bravo anche con il mancino e di testa: il suo habitat è l’area di rigore. Alla prima stagione in Serie A Pinagol ha segnato cinque reti con la maglia del Frosinone.

Pinamonti è il primo regalo per Andreazzoli e tra i due c’è un piccolo excursus storico. Il debutto in A dell’Arciere, soprannome ideato assieme a Valietti ai tempi dell’Inter, avvenne contro l’Empoli dell’attuale allenatore rossoblù. Destino o casualità che sia, Pinamonti si candida a essere la prima punta della prossima stagione del Genoa. La prima scelta. Normale per un ragazzo con tanto potenziale, normale per l’investimento fatto da Preziosi. Diciotto milioni di euro (nove all’Inter e nove al Chievo) per l’intero cartellino, senza clausole di riacquisto ma con una prelazione verbale a favore dei nerazzurri. Pinamonti è tutto del Genoa che ha superato la concorrenza di molti club, soprattutto del Benfica.

Ieri ha vissuto la sua prima giornata genovese, l’8 luglio vivrà il suo primo giorno di lavoro con la casacca del Grifone. A Neustift, lontano dalla macàia e vicino alle montagne, un habitat più famigliare per chi viene dal Trentino. Pinamonti è uno dei prospetti più interessanti messi in mostra dalla Nazionale U20 di Nicolato al Mondiale in Polonia, terminato in semifinale contro l’Ucraina. Quattro gol in sei partite: quando l’ex Inter non ha segnato l’Italia non ha mai vinto. Il Genoa ripartirà dalla sua crescita e dai suoi gol. Fare centro. Dopotutto è il destino di un giocatore soprannominato l’Arciere.

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