Petizione per il gol a Piatek: quasi mille le firme

La Lega non è ancora tornata sui propri passi. Un firmatario della petizione spiega in modo tecnico l'azione incriminata e solo quello basterebbe per attribuire il gol al bomber polacco

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Il gol non assegnato a Piatek in Genoa-Atalanta (Foto Genoa cfc Tanopress)
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Poco meno di mille firme: è il risultato – parziale – della petizione lanciata da pianetagenoa1893 per far riconoscere dalla Lega di Serie A il primo gol segnato contro l’Atalanta: La Lega, infatti, in prima battuta aveva attribuito la marcatura al bomber polacco per poi, nell’intervallo del match, ritornare sui propri passi ribaltando la decisione per coinvolgere l’atalantino Toloi stabilendone a lui la paternità (autorete). La Lega, con la decisione presa, è andata contro le proprie Linee guida, stilate appositamente per eleminare ogni dubbio in tema di attribuzione di gol dubbi.

Molti i commenti che accompagnano la firma della petizione. Uno, lasciato il giorno di Natale, offre una perfetta disamina “tecnica” – che solo quella – basterebbe per dirimere ogni eventuale dubbio (se mai ce ne fossero): «La posizione della Lega è indifendibile nel senso che il colpo di testa di Piatek, per quanto non violentissimo, non andava a meno di 60 km/h. Considerato un normale tempo di reazione pari a 20/100 di secondo, il pallone in tale tempo ha percorso più di 3 metri. Toloi era più lontano da Piatek di 3 metri, ma non tanti da poter decidere di rinviare il pallone. Si è solo frapposto istintivamente tra la palla e la propria porta». Così si esprime uno dei tantissimi firmatari della petizione che nei prossimi giorni verrà inoltrata alla Lega di Serie A.

Ricordiamo quali sono i criteri stabiliti dalla Lega nelle proprie Linee guida”, dove è scritto che è da considerarsi autogol quando: «Un giocatore involontariamente calcia la palla direttamente nella propria porta. È il caso di un retropassaggio sbagliato o di un rinvio errato», e Toloi né effettua un retropassaggio né tantomeno un rinvio perché quello di Piatek è a tutti gli effetti un tiro nello specchio della porta deviato da un difensore, come peraltro ben codificato proprio nelle Linee guida: «Non sono considerati autogol i tiri nello specchio della porta che vengono deviati da un difensore. In questi casi si assegna pertanto la marcatura all’autore del tiro in porta». Più chiaro di così! Ma non per la Lega, evidentemente; quella stessa Lega che nell’aprile del 2017 attribuì a Pandev (e non a Strakosha) la marcatura di una rete realizzata con le stesse modalità del caso Piatek/Toloi (testa del macedone, deviazione in rete del portiere).

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