Perin: «Non è stata una vendetta, ma una sorta di rivincita»

«La settimana è stata alimentata dal fuoco che avevamo dentro per riscattare la prestazione dell'andata» ha spiegato il portiere del Genoa

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Perin Genoa
Mattia Perin (foto di Genoa CFC Tanopress)

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«Io preferisco non esultare perché rischio di uscire dal momento presente che mi fa essere concentrato, sul pezzo, per questo tendo a non esultare. Inoltre la partita poi è lunga, può succedere sempre di tutto». Ai microfoni di Sky Sport, Mattia Perin ha commentato la vittoria del Genoa sul Napoli.

PANDEV E LA SUA DOPPIETTA A PARTI INVERTITE – «No, si ricordava perché me lo dice sempre. Goran per me è un campione incredibile. Non potete immaginare che campione è, non riesco a descriverlo. Si allena sempre al massimo, mai una parola fuori posto. Poi ti domandi perché ha vinto tutto: lo spessore umano viene prima del campione. È una cosa che ho visto anche alla Juve, i campioni hanno uno spessore umano speciale. L’umiltà è la cosa che non dobbiamo perdere, è il dogma che abbiamo nello spogliatoio. Siamo ambiziosi, ma il primo valore è l’umiltà. Il mister ci ha detto che è un attimo passare da geni a somari».

PERIN AGLI EUROPEI? – «Sono umile, ma molto competitivo. Se non avessi il desiderio di andare in Nazionale non avrei neanche il fuoco per andare al campo e dare il 100%. È ovvio che stando un anno e mezzo fermo, giocando poco e passando per un altro infortunio ho perso delle gerarchie. Ma il c.t. mi conosce, sa cosa posso dare. So benissimo che ci sono degli ottimi portieri davanti in questo momento, ma ci proverò fino alla fine. Se strapperò un posto sarò molto contento. Sto lavorando per quello».

LA RIVINCITA DEL 6-0 DELL’ANDATA – «La settimana è stata alimentata dal fuoco che avevamo dentro per riscattare la prestazione dell’andata. Non come una vendetta, ma come una sorta di rivincita».

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