Perin: «Il mio Top 11 Genoa? Ho inserito Signorini, Marco Rossi, Criscito, Milito e Sculli»

Nella sua formazioni ideale l'estremo difensore ha scelto come portiere «me stesso». Altri giocatori scelti: Burdisso, Strootman, Thiago Motta, Matuzalem e Palacio

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Mattia Perin e Serena Gualinetti (Foto Genoa Channel)

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«Lo schema per il mio Top 11? Il 4-3-3, moderno per puntare all’Europa». Intervistato da Serena Gualinetti su Genoa Channel nel centro sportivo “Signorini” di Pegli, Mattia Perin ha descritto la sua formazione ideale del Grifone: un “gioco-intervista” molto apprezzato dai tifosi.

Hai scelto questo modulo perché ti piacciono le scelte offensive?

«Assolutamente sì»

Il Genoa ha avuto tantissimi attaccanti, ma anche tanti portieri: cos’hai da dire al riguardo?

«Il più leggendario di tutti è De Prà, ma era degli anni ‘20: purtroppo non l’ho visto giocare e ho solo sentito solo racconti su di lui. Poi c’era Silvano Martina che come stile di gioco probabilmente mi somiglia di più. Questi due sono quelli di cui ho sentito parlare meglio, però nel mio Top 11 metto me stesso. I miei compagni mi hanno già inserito nella loro formazione? Bene, così non li smentisco».

Ora passiamo ai quattro difensori

«I due centrali: Gianluca Signorini che è la leggenda di questo club, è il capitano per antonomasia e merita di essere nella Top 11 all time. A fianco a lui ho messo un giocatore di caratura mondiale: Nicolas Burdisso che ha vinto tantissimo, ha tantissime presenze nella nazionale argentina e ha giocato diversi mondiali; sia per curriculum, sia per quanto ha fatto qui merita di essere al fianco di Signorini. I due terzini sono Mimmo Criscito, il capitano che conosco da tanti anni, e Marco Rossi che è il nostro club manager. Sono due giocatori che hanno fatto la storia del nostro club e meritano ampiamente di stare nella difesa».

Tra l’altro Mattia, hai indossato la fascia di capitano: cosa vuole dire per uno come te che è cresciuto con i colori rossoblù?

«La prima volta che l’avevo indossata avevo 22 anni in Hellas Verona-Genoa e ho capito cosa significa, visto che è stata indossata da giocatori di spessore umano elevato e mi ha riempito di orgoglio. Poi sono stato capitano a tutti gli effetti, un anno prima di andare via: mi ha responsabilizzato sotto ogni punto di vista, mi ha fatto crescere, mi ha fatto diventare più uomo».

Passiamo ai tre centrocampisti

«Ho scelto una novità, ma per qualità e per standing tecnico elevato è Kevin Strootman. Credo che sia uno dei centrocampisti più forti che abbia avuto il Genoa, qualitativamente parlando. Poi metto un centrocampista che ha fatto la storia del calcio mondiale che è Thiago Motta. Serve anche uno di rottura, come Francelino Matuzalem: è stato mio compagno di squadra qui. Ricordo che fece una partita straordinaria contro la Juventus di Pogba, Marchisio e Pirlo: fu stratosferico, giocò quasi da solo a centrocampo. Ha fatto anche un gol al derby, è stato importante in tante situazioni quando ha giocato qui».

E ora passiamo all’attacco: come dicevi prima, qui c’è l’imbarazzo della scelta perché c’è molta abbondanza

«Non posso non mettere Milito, è un altro giocatore che ha scritto pagine di storia importantissime nel Genoa, ha vinto tutto ed è stato un giocatore immenso. Come due esterni metto Palacio e Giuseppe Sculli. E’ una squadra che può lottare almeno per la Champions. So che ci sono altri giocatori che hanno fatto la storia di questo club, come Skuhravy e Aguilera, però non avendoli visti giocare preferisco giudicare quelli che ho conosciuto».

Tu che stai vivendo questo millennio del Genoa, raccontaci un po’ questi anni

«Negli ultimi anni abbiamo un po’ sofferto, però alla fine siamo sempre riusciti a venire fuori dalle situazioni difficili. Spero che in futuro una piazza come il Genoa possa lottare per palcoscenici un po’ più ambiziosi. Su alcuni errori passati stiamo costruendo il nostro futuro: non è forte chi non sbaglia mai, ma sbaglia ed è sempre pronto a rialzarsi e a ricominciare a costruire le basi del futuro, migliorando i propri errori. Quest’anno stiamo facendo una buona stagione: non abbiamo raggiunto ancora il nostro obiettivo ma speriamo di raggiungerlo presto, lavoriamo quotidianamente, dando il 100 per 100 per questo».

Tornando al tridente di cui parlavi prima, per te quale sarebbe il cliente più ostico?

«Milito: ci ho giocato anche contro quand’era all’Inter».

Nella prossima pagina, la grafica con il Top 11 di Perin.

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