Pay tv, gli abbonamenti rischiano un calo dell’8 per cento

Secondo un sondaggio Findomestic/Doxa il 29% dei tifosi sarebbe intenzionato a sottoscriverli contro il 37% dello scorso anno

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Gli abbonamenti alle pay tv per il calcio rischiano di avere un tracollo. Secondo i dati di un sondaggio Findomestic/Doxa il calo rispetto all’anno scorso si attesta sull’otto per cento: il 29% del campione intervistato (con un picco del 34% al Sud) afferma di essere intenzionato a sottoscrivere un abbonamento alla pay-tv per il prossimo anno: un dato in deciso calo rispetto all’anno scorso, quando la percentuale sfiorava il 37%. Attualmente il panorama dell’offerta non incoraggerebbe i tifosi (tutti, non soltanto quelli del Genoa) che dovrebbero sottoscrivere un abbonamento a Sky che ha 7 partite per ciascun turno di campionato e un altro a Dazn (la piattaforma di Perform) che consente di vedere tre partite per giornata attraverso internet e con i televisori di ultima generazione che possono collegarsi al web: proprio oggi è stato annunciato un accordo per gli abbonati Mediaset. Bisognerà vedere se ci saranno altre intese tra le emittenti per superare ciò. Inoltre, il sondaggio Findomestic/Doxa riferisce che il 14% del campione, invece, pensa di seguire le partite sui portali online di streaming gratuito e il 6% attraverso le radiocronache. E dalla tv, passiamo ad altre voci riguardanti la spesa per la propria squadra del cuore.

ABBONAMENTI STADIO. Decisamente non molto incoraggiante il fatto che soltanto il 5,5% del campione ha espresso l’intenzione di sottoscrivere un abbonamento allo stadio per la prossima stagione calcistica. Da rilevare che per il 28% gli stadi sono troppo cari, per il 24% troppo lontani e per l’11% poco sicuri. Nella maggior parte dei casi (62%) l’abbonamento verrà acquistato in un’unica soluzione e con una spesa inferiore ai 400 euro (57%), anche se nel Nord-Est c’è un 18,5% pronto a sborsare tra gli 800 e i 1000 euro. Il 38% degli italiani che non intende andare allo stadio dichiara di preferire la TV (propria o a casa di amici) per vedere le partite di calcio.

MERCHANDISING, SPESA MEDIA DI 73 EURO. Per quanto riguarda i gadget e il merchandising, il 20% degli italiani dichiara di aver fatto acquisti nell’ultimo anno: l’80% di questi ha speso meno di 100 euro (73 euro in media). Il 21% degli italiani intervistati da Findomestic ha almeno un figlio che coltiva la passione per il calcio attraverso la pratica di questo sport. Le famiglie italiane spendono mediamente 352 euro per la scuola di calcio dei figli (dato in linea con lo scorso anno).

LE FONTI DI INFORMAZIONE PRINCIPALI. Il 34% degli italiani non segue direttamente le partite, ma si limita a tenersi aggiornato sui risultati attraverso altri mezzi di informazione (web, TV, social, giornali…). Per l’83% degli italiani la fonte principale di informazioni sul calcio rimane la televisione. Il 41% ricerca le informazioni sul web e il 20% sui social network. Solo il 13% dichiara di informarsi attraverso giornali e riviste specializzate sul calcio.

CALCIO, I PIÙ APPASSIONATI SONO I 35-44ENNI. Il 79% della popolazione italiana attiva tra i 18 e i 64 anni (e pensionati delle stesse classi di età) si dichiara interessato al mondo del pallone. Per il 18% degli italiani, soprattutto maschi di età compresa tra i 35 e i 44 anni (24%), il calcio rappresenta una vera e propria passione. Il 26% si considera abbastanza interessato al calcio e il 35% si dichiara un tifoso occasionale, attivo solo nei momenti salienti delle competizioni nazionali e internazionali. Il 21%, invece, non ha alcun interesse verso questo sport. Le donne dichiarano di essere soprattutto tifose occasionali (45%): seguono con interesse le partite della Nazionale e le competizioni più importanti come gli Europei o i Mondiali.

ITALIA OUT DAL MONDIALE, CALA LA PASSIONE TRA I TIFOSI. Findomestic ha sondato anche le reazioni dei tifosi italiani all’esclusione della Nazionale dai Mondiali di calcio in Russia. Se per 6 su 10 la mancata qualificazione degli Azzurri non ha avuto ripercussioni sulla propria passione, il 13,4% afferma di aver “perso l’interesse nel calcio in generale”, tanto che un 2% è addirittura deciso a non seguire più neppure le partite del club preferito. Viceversa, il 10% è motivato a sostenere con maggiore interesse i prossimi match della Nazionale, mentre l’11% travaserà la propria voglia di tifo dalla maglia azzurra a quella della squadra del cuore.

JUVENTUS ANCORA CAMPIONE D’ITALIA. Il prossimo campionato offrirà poche emozioni: secondo il 47% degli intervistati vincerà infatti ancora la Juventus. Un pronostico influenzato dall’arrivo in bianconero di Cristiano Ronaldo: lo scorso anno la Vecchia Signora – secondo le rilevazioni della società di credito al consumo del Gruppo BNP Paribas – aveva collezionato ‘solo’ il 29% delle preferenze. Ben distanziato è il Napoli che è squadra favorita con appena il 15% delle preferenze, mentre sono ancor più flebili le quotazioni delle squadre milanesi con il 10% di voti per i nerazzurri e la metà (5%) per i rossoneri. La Roma raccoglie il 7% di preferenze, superando così il Milan nel ranking delle possibili vincitrici. Per l’86% degli italiani il fatturato di un club sportivo pesa anche sulla performance delle squadre. Per questo motivo gli italiani tendono a tenersi aggiornati sulla situazione finanziaria delle principali squadre di calcio italiane (48%).

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