Onofri: «La scomparsa di Gigi Simoni per me è un enorme dolore»

L'ex capitano del Genoa ricorda: «Mi ha fatto esordire in A, il rapporto che si era creato era un qualcosa di immenso, anche quando non ci si incontrava più spesso»

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Onofri Simoni
Claudio Onofri e Gigi Simoni

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Durante il programma “Taca La Marca” in onda su Radio Musica Television, è intervenuto Claudio Onofri, opinionista ed ex difensore del Genoa, il quale si è soffermato sullo stato di crisi del calcio e su tanti altri temi, ecco quanto emerso:

RIPRESA SERIE A – «Non sono d’accordo con quelle persone che definiscono il calcio come solo un passatempo, così non si prende in considerazione l’importanza economica di questa azienda, che prevede tantissimi lavoratori. Bisogna tentare di ripartire, avendo sempre come priorità la salute. Se riapre tutto a livello nazionale non capisco perché non si possa tentare di fare lo stesso con il calcio. Se si dovesse superare la crisi, il nostro sistema necessiterà di una riforma».

RICORDO DI GIGI SIMONI – «È un enorme dolore, per me è stata una persona molto importante, mi ha voluto al Genoa, dopo avermi visto con la maglia dell’Avellino in due ruoli diversi, e siccome la squadra aveva bisogno di un libero, mi indicò immediatamente al ds Silvestri. Mi ha fatto esordire in A, il rapporto che si era creato era un qualcosa di immenso, anche quando non ci si incontrava più spesso. Ricordo che quando allenava la Cremonese andò in ritiro a Rapallo e mi invitò a cena con la squadra, poi mi chiese di guidare i ragazzi mentre lui si sarebbe occupato dell’area tecnica. Avevo deciso di smettere perché per me era molto stressante e rifiutai. Il suo fu un grande gesto di fiducia e di rispetto nei miei confronti. Ricordo che facemmo una festa per il nostro patron Renzo Fossati, lo chiamai per un intervento, lo sentivo emozionato all’idea, ma già all’epoca aveva qualche problema. Avevamo un’amicizia nata nel mondo del calcio e ho avuto la conferma che l’affetto era reciproco. Era una persona normale che però aveva un ruolo specifico in un contesto di grande popolarità, senza dimenticare che era un tecnico eccezionale».

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