Onofri: «Ecco il mio Genoa ideale con i campioni che ho conosciuto»

L'ex bandiera rossoblù ha scelto il 4-3-3: «E' un po' un azzardo, poiché alcuni non sono nella posizione ideale»

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Onofri Genoa
Claudio Onofri (Foto da Genoa Channel)

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«Quando ho preparato questa formazione, non credevo fosse così forte». Intervistato da Serena Gualinetti su Genoa Channel nel centro sportivo “Signorini” di Pegli, Claudio Onofri, bandiera rossoblù degli anni ’70 e ’80, ha stilato una sua formazione ideale con i campioni rossoblù del passato. Onofri ha scelto come modulo un 4-3-3: «E’ un po’ un azzardo, poiché alcuni non sono nella posizione ideale».

PORTIERE

«Silvano Martina, mio ex compagno che io ho fatto diventare un grande portiere (NDR: ride) perché in una occasione, in un Genoa-Fiorentina, tirò Antognoni, la palla doveva andare sicuramente all’incrocio, inavvertitamente devio il tiro col ginocchio, la palla si spostò dall’altra parte, mentre Silvano stava già andando a prenderla in quell’incrocio. Non so come abbia fatto: è andato dall’altro lato e l’ha tolto dalla porta e ha salvato il gol». Come alternativa, ha scelto Braglia l’eroe di Anfield Road.

TERZINO DESTRO

«Christian Panucci è il terzino destro, uno che era un trequartista. Un giorno in allenamento a Mele, io ero allenatore degli Allievi e Maselli allenatore della Primavera: Panucci era un trequartista che non avrebbe fatto alcun tipo di carriera. A un certo momento si fa male il nostro difensore centrale, tal Biasotti, e Christian mi dice: “Mister lo faccio io il difensore centrale”. L’ho schierato in quel ruolo: dopo 20 minuti io Masello e Turone, direttore sportivo del settore giovanile, ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti “questo gioca in serie A”».

Claudio Onofri e Serena Gualinetti (Foto da Genoa Channel)

DIFENSORI CENTRALI

«Gianluca Signorini: siamo qui a casa sua, come fai a non ricordarlo. Insieme a Ramon Turone non formerebbero una coppia così complementare da un punto di vista tattico, però mi sono messo anche io in alternativa. Con rispetto per Gianluca, però Ramon era il più forte di tutti».

TERZINO SINISTRO

«Qui siamo su grandi livelli: Claudio Branco con quel gol famoso che lo fate rivedere ogni cinque minuti giustamente. Tra parentesi inserisco Sebastiano Nela, genovese».

CENTROCAMPO

«Cara Serena, qui parliamo di top player. Due miei cari amici, davanti alla difesa nel triangolo di centrocampo: Renè Vandereycken, nazionale belga, ha disputato i mondiali, l’unico problema l’ha avuto a un ginocchio che non gli ha fatto esprimere la sua forza. Tra parentesi metterei Bortolazzi. A destra Jan Peters: sono arrivati migliaia di stranieri dalla riapertura delle frontiere, lui starebbe tranquillamente tra i primi 20-30. L’ultimo del triangolo è Thiago Motta: parliamo di livelli elevati. Qui c’è stata anche la bravura della società nell’individuare un giocatore che si è fatto male a Barcellona, non era in gran spolvero: lo ha preso e lo ha riportato ai suoi altissimi livelli tecnici. Tra parentesi metto Ruotolo in alternativa a Peters ed Eranio a Thiago Motta».

ALI D’ATTACCO

«Rodrigo Palacio. Poi, quello che per me è stato il più grande giocatore, non il più alto: ma proprio per questo motivo, vedere un piccoletto così con un fisico sgraziato, diciamo la verità tanto non ci sente (NDR: ride), Pato Aguilera. E’ un fenomeno che ha una caratteristica particolare: ha gli occhi anche dietro, forse a volte gli si aprono anche di fianco. Alternative? A sinistra c’è Perotti che tutti conoscono. Dall’altra parte Marco Rossi: non ha la tecnica di Palacio, ma ha tanta corsa, tanta aggressività».

CENTRAVANTI

«Ho un aneddoto. Vengo a Pegli per seguire l’allenamento della squadra e, poi dirò il nome, c’è questo allenamento appena preso. Lo guardo, mentre svolge due-tre allenamenti di seguito e dentro di me dico: “Sì, bravino ma niente di che”. Era Diego Milito, detto il Principe: è un fuoriclasse che si è evidenziato strada facendo ed è stato straordinario. In questo caso ho due parentesi: una è Thomas Skuhravy, e l’altro è il mio amico bomber Roberto Pruzzo ».

Il Genoa di Claudio Onofri (Foto da Genoa Channel)
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