Oggi nasceva James Richardson Spensley, figura fondamentale nella storia del Genoa

Massimo Prati offre un ritratto del celebre medico inglese che si integrò rapidamente nel club, divenendo il principale responsabile della sezione di calcio e entrò altrettanto bene nella vita sociale della capitale della Liguria

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Genoa Fondazione Genoa
James Richardson Spensley

Il 17 maggio 1867, nasceva James Richardson Spensley. Anche se da un punto di vista rigorosamente storico non fa parte dei fondatori, credo che per ogni genoano sia naturale considerarlo una figura fondamentale nella storia del proprio club e uno dei padri del football italiano.
Conosciuto come grande uomo di sport, forse meno conosciuto come grande uomo di cultura, di James Spensley basta leggere poche righe del testo di una sua conferenza (vedere link), per rendersi conto di come fosse un sincero e convinto fautore della fratellanza universale. Eppure, o forse proprio per questo (in quanto medico), al momento dello scoppio del conflitto mondiale, decise di arruolarsi come volontario nel Royal Army Medical Corps.
L’unicita’ del mondo Genoa deriva anche, e soprattutto dall’unicita’ delle persone come Spensley, che ne hanno incarnato la storia:
“Il pericolo, per noi moderni, sta nella tendenza a considerare tutte le teorie degli altri tempi e dovute ad altre condizioni come assolutamente prive di valore e nel ritenere valevoli solo le nostre. Noi ci consideriamo come quelli che primi raggiunsero nuovi ed originali punti di vista, ma “nihil sub sole novum”, dice il vecchio adagio, e non dobbiamo dimenticare la critica di Mefistofele: “Nulla si può pensar di dritto o torto che pensato non abbia il mondo antico […]
[…] Nessuna idea nuova può venire aggiunta a quelle che sono già nella mente senza che tutta la passata coscienza non ne sia modificata. Una cognizione nuova non può trovar posto nel cervello come un nuovo volume in uno scaffale. La similitudine di una reazione chimica, che avviene per l’aggiunta di un nuovo reagente, è la più adeguata in questo caso”.
James Richardson Spensley, “Teosofia Moderna”, Ars Regia, Milano, 1907.
Fautore della fratellanza universale, James Spensley era dunque un uomo di grande livello intellettuale. Il suo era uno stile di vita basato sul metodo interdisciplinare e comparativo che -per usare le sue parole- aveva come unico fine il pieno sviluppo delle potenzialità degli esseri umani.
In quanto Genovesi e Genoani, interrogarsi sul proprio tempo e aprirsi alle altre culture, restando orgogliosi delle proprie radici, fa dunque parte del nostro DNA.