Odorizzi: «Pinamonti grande talento ma a volte è spento»

«I compagni di squadra devono servirlo meglio: più giocate d'anticipo e in profondità» consiglia l'ex

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Odorizzi Pinamonti Genoa
Due della Val di Non del Genoa: Carlo Odorizzi e Andrea Pinamonti (dalla pagina Facebook di Odorizzi)

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Intervenuto durante la trasmissione “We Are Genoa” in onda su Telenord, l’ex rossoblù Carlo Odorizzi è tornato sul tema ripresa: «Non sono preoccupato dalle partite ogni tre giorni, i calciatori sono professionisti, si faranno trovare pronti. Trovo assurdo, semmai, l’idea dei cinque cambi: stravolgono una partita. Le porte chiuse possono influire su un calciatore: alcuni si esaltano con il pubblico, altri s’impauriscono con il rumore della gente».

«Sono soddisfatto della mia carriera perché ho imparato tanto e mi sono sempre trovato bene al Genoa – spiega Odorizzi sul suo passato – un club e una città che porto nel cuore. Criscito è un giocatore esempio perché non molla mai e i suoi compagni si fidano, in casa come in trasferta è un trascinatore».

«Pinamonti? Ha grandi doti e potenzialità, ha fisico e sa fare le due fasi. Proviene da una famiglia sana che gli ha insegnato il valore del sacrificio: ogni giorno da ragazzino faceva in treno la tratta Trento-Verona, andata e ritorno, per allenarsi con il Chievo. In campo deve galvanizzarsi perché a volte lo vedo spento. I suoi compagni di squadra devono servirlo sull’anticipo ed esaltarlo negli spazi, altrimenti non tocca palla e non aggredisce la profondità» chiosa Odorizzi.

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