Niente scuse: il Genoa deve vincere col Cagliari o retrocederà

L’importante ora è pensare a se stessi e cercare di capire che si è davvero arrivati al redde rationem

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Vittorio Sirianni
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Parliamoci chiaro: a questo punto non è fondamentale se la Samp si è “scansata” o meno (che abbia fatto una pietosa figura, da tutti i punti di vista, è risaputo, ma sono problemi suoi…). L’importante ora è pensare a se stessi e cercare di capire che si è davvero arrivati al redde rationem, o si vince o si retrocede quasi sicuramente.

E va detto (sembra quasi una contraddizione) che questa sconfitta a Reggio Emilia contro l’”Atalagasp” e la vittoria dell’Empoli, hanno posto finalmente i giocatori del Genoa nella posizione soprattutto morale di far capire quello che hanno dentro (nelle gambe e soprattutto nel cuore). Sarebbe ora di finirla di continuare a fare dichiarazioni di affetto e di appartenenza alla squadra. Certe dichiarazioni (come «Subiamo gol e perdiamo certezze», «Ora sta a noi cambiare registro», «Ne dobbiamo uscire con gli attributi», «Chiediamo scusa ai tifosi, ma ci rifaremo») oggi dovranno finalmente portare allo “scoperto” questi signori atleti e dimostrare quello che valgono effettivamente. Perché ormai non ci si può più di giustificare dicendo: «Oggi è andata male, ma ci rifaremo la prossima volta». Non è più possibile, perché la “prossima” si chiama retrocessione.

Dunque, anche il presidente potrà capire quello che valgono effettivamente i suoi giocatori sia dal punto di vista tecnico che morale e soprattutto potrà verificare il valore di Prandelli: certamente è un uomo saggio e tranquillo, ma spesso svolge affermazioni troppo garantiste e ottimistiche.

Quella contro il Cagliari sarà quindi una partita-verità e se andasse male (facciamo tutti gli scongiuri del caso) allora i signori giocatori dovranno chiedere scusa e andarsene verso altri lidi. Noi pensiamo che non accadrà il temuto “dramma” sportivo: tuttavia nella settimana appena iniziata ognuno dovrà fare il proprio esame di coscienza, dal presidente, all’allenatore, ai giocatori, inclusi anche i tifosi. I quali hanno tutte le ragioni di contestare e soprattutto di “star male”: ma dovrebbero rivedere il loro atteggiamento in questo momento molto difficile e tornare alla squadra come nei momenti significativi e importanti della storia rossoblù.

La nostra sensazione è che, finalmente, anche Preziosi ha capito di essere caduto piuttosto in basso. Onestamente ci siamo sempre chiesti: ma se ben tre allenatori, in questi ultimi tre anni, non hanno garantito un rendimento soddisfacente sarà proprio colpa loro o invece non potrebbe essere colpa di chi porta loro giocatori inutili, di basso profilo, di scarsa esperienza e di notevole indolenza? Per dirla più chiaramente: presidente veda, finalmente, di dare a chi sarà il tecnico alcuni giocatori davvero validi. Nulla di straordinario, ma elementi di buon livello così da permettere al tecnico di realizzare le sue idee tecnico-tattiche. Lo faccia, almeno una volta ogni tre anni.

In questo momento delicato, Prandelli deve essere comunque sostenuto: lui è il condottiero, colui che potrà dare quella carica, quelle motivazioni, quella spinta psicologica necessarie ai suoi uomini. Quando dice «I ragazzi stanno lavorando tanto», dovrà aggiungere «I ragazzi dovranno lavorare il doppio». Vade retro serie B!

Vittorio Sirianni

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