Nicola: «Una vittoria che restituisce l’entusiasmo»

Il tecnico del Genoa in conferenza stampa: «Noi abbiamo fatto bene perché abbiamo creato sei occasioni da gol, dobbiamo migliorare nella finalizzazione. Secondo me conta come hai ottenuto il risultato, quali strategie prepari e ad arrivare ad un'identità precisa»

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Davide Nicola (Foto Genoa cfc Tanopress)
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«A me piace allenare. Devo dire che mi diverto di più rispetto a quando giocavo. Quando si giocava, c’era la tensione ma poi la si scaricava. Ora invece l’area tecnica è piccola». Davide Nicola ha commentato la vittoria del Genoa sul Sassuolo in conferenza stampa al Ferraris. Ecco quanto riportato da TMW.

MEDICINA – Fosse uno spettacolo sarebbe stata una tragedia incredibile. Andiamo per gradi: è una situazione delicata. Siamo nella posizione in classifica in cui siamo ma io viaggio per obiettivi. Ho analizzato la squadra e ho cercato di procedere per principi. La prima era la capacità di avere equilibrio nelle due fasi. Quello che ho visto è stata la capacità di capire che una volta finita l’azione bisognava essere più veloci a riposizionarsi. I ragazzi hanno applicato i concetti. Gli attaccanti hanno indirizzato bene la pressione, non riuscivamo ad alzare Radovanovic. Poi abbiamo corretto questa cosa e il Genoa ha avuto sei occasioni da gol contro le due del Sassuolo. Potevamo secondo me fare qualcosa in più.

NON SONO UN MEDICO – Io sono un tecnico. Paradossalmente ci sta come metafora ma non mi sento un medico. Sono un tecnico che deve cercare delle soluzioni. Ritengo che per caratteristiche in questo momento Radovanovic e Schone non possono giocare insieme, nonostante Lasse sia un giocatore di abilità tecnica importante. Appena capisce il calcio in Italia per quanto riguarda la nostra situazione può dare una mano.

SPINTA PSICOLOGICA – E’ inutile girarci intorno. I risultati ti danno la possibilità di alzare l’entusiasmo. Noi abbiamo fatto bene perché abbiamo creato sei occasioni da gol, dobbiamo migliorare nella finalizzazione. Secondo me conta come hai ottenuto il risultato, quali strategie prepari e ad arrivare ad un’identità precisa.

SANABRIA – Questa potrebbe essere una domanda per uno dei tecnici che c’era prima. Io sono arrivato cinque giorni fa e per me partono tutti da zero. Noi abbiamo due partite, inevitabilmente in Coppa Italia giocheranno altri giocatori. Di sicuro ci saranno delle valutazioni da fare.

ERRORI – Teniamo sempre conto del tempo. Loro non erano abituati alle mie richieste. In cinque giorni incamerare anche solo quattro concetti diventa difficile. Chiaramente questo pensiero porta a rallentare e perdere un po’ di sicurezza. Ci vogliono 21-28 giorni per acquisire un comportamento. Nel primo tempo, come ho spiegato, non facevamo bene questa scalata in avanti ma nel secondo tempo lo abbiamo fatto con più coraggio.

UMILTA’ E CORAGGIO – Credo che il coraggio sia assolutamente una virtù. Però parliamo di nulla. Voi sapete benissimo quanto è formativo giocare in uno stadio del genere. Bisogna fare un processo di crescita. Alcuni lo diventeranno fra un po’. Io, ad esempio, nei primi minuti vedevo che eravamo molto contratti.

PERIN – Io Mattia lo conoscevo e lo volevo già quando allenavo il Lumezzane, era la prima gavetta. Radu è un portiere molto capace ma io conoscevo lui. La scelta è stata fatta perchè io, iniziando un percorso con dei ragazzi nuovi, ho inserito giocatori che conoscevo già.

GIOVEDI’ COPPA ITALIA – Valuterò tutta la rosa. Non potrò mettere gran parte di giocatori che hanno giocato stasera. Noi abbiamo iniziato un percorso di riattivazione. Mettere tutto subito, rischiamo di fare dei danni. Dopo la gara di Coppa Italia, valuteremo la sfida di Verona.

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