Mourinho: «Sheva? Spero che capiti a lui quello che capitò a me: ho perso la prima gara, poi però ho vinto tanto»

Il tecnico sulla formazione della Roma: «C'è solo una persona che sa chi giocherà domani: solo io»

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Mourinho Roma
Mister José Mourinho (foto Twitter As Roma)

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Shevchenko, il modulo contro il Genoa, Cristante: il tecnico della Roma, Josè Mourinho ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match del Ferraris.

Alla precisa domanda su Shevchenko, la sua carriera da allenatore e i ricordi dell’esperienza al Chelsea insieme all’ucraino come giocatore, Mou risponde: «Una domanda un po’ strana, dovrebbe essere facile decidere se tutto quello che qualcuno dice è vero. La verità è che abbiamo un buon rapporto». Il tecnico giallorosso aggiunge: «Ricordo la prima volta che l’ho visto giocare, lavoravo al Barcellona, c’era la Champions e la prima partita nel nostro girone era PSV-Dinamo Kiev, lo vidi giocare lì per la prima volta. Dopo la storia l’ha fatta lui e c’è poco da dire, quando si diventa un Pallone d’Oro e si vince la Champions e tanti titoli, sei tu che fai la tua storia. Un giocatore fantastico, come allenatore adesso è alla sua prima esperienza nei club ma da ct dell’Ucraina ha fatto molto bene. Ha dimostrato di avere un’idea, una filosofia, una leadership magari silenziosa. Spero che capiti a lui quello che capitò a me: alla mia prima partita ufficiale ho perso, poi però ho vinto tanto».

Su Cristante e Villar out per il Covid: «No, il lavoro fatto durante la settimana e che voi, con le vostre fonti, avete capito ed inseguito, è un lavoro che va nella spazzatura. Non c’è alcun dubbio, quello che abbiamo provato e per cui ci siamo allenati, sia sulle dinamiche offensive che difensive, è andato perso dal momento che abbiamo perso un giocatore importante come Cristante. Con tanti altri problemi che abbiamo, ad esempio tre terzini sinistri tutti fuori, è ovvio che dobbiamo trovare soluzioni. E c’è gente che deve fare il “sacrificio”, tra virgolette, di giocare magari in un ruolo non suo e si deve adattare. Dobbiamo risolvere un puzzle che ci permetta di giocare bene e fare punti. È vero, è un momento difficile per noi».

Domani potrebbe giocare Pellegrini, ma il tecnico portoghese non scopre le sue carte: «E’ qualcosa di cui parlavo prima di entrare qui, penso che sia una buona opportunità per capire chi di voi è bravo. C’è solo una persona che sa chi giocherà domani: solo io. I giocatori e i miei assistenti non lo sanno, nessuno a Trigoria lo sa, nemmeno i procuratori. È una buona opportunità per voi perché in questo momento le vostre fonti non hanno acqua, sono a secco (ride, ndr). Sarebbe divertente da parte vostra cercare di indovinare, invece di farmi queste domande. È stata una situazione strana, è successo tutto in fretta, ovviamente oggi non ci siamo allenati in riferimento alla partita, anche io dovevo cercare di prendere una decisione. Sarà divertente per voi indovinare la formazione».

Infine sull’ambiente di domani al Ferraris: «Capisco quello che dice, sicuramente avranno entusiasmo non solo per Shevchenko ma per la nuova proprietà. Sarà un ambiente difficile ma è quello che vogliamo. Avremo sempre tanti nostri tifosi, i soliti 1000-2000 che ci seguono fuori casa. E’ una buona motivazione per noi. A volte le difficoltà rendono le squadre più unite. Non parlo di aggressività ma di voglia di vincere: possiamo anche perdere ma bisogna entrare in campo con l’idea di vincere. Nemmeno in questo momento di difficoltà cambieremo idea».

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