Meglio un Genoa più coperto con il 4-4-2

Giocare con una difesa a tre è pericoloso. Oggi il Grifo deve soprattutto difendersi in modo compatto: il mercato dovrebbe essere svolto verso questa soluzione

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Sirianni Preziosi
Vittorio Sirianni

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Onestamente ci riesce abbastanza difficile “seguire” l’ottimismo di Nicola: che, ormai, da quando è arrivato continua a dire che le cose non vanno male, che si sta lavorando bene, che c’è orgoglio e voglia di fare. Sarà pure così, ma purtroppo i risultati dimostrano che se questo “essere il Genoa”, questo “vivere di orgoglio, ricordare De Andrè, parlare di “essere vento” o “noi siamo il Genoa” non porta a qualcosa di concreto, si finisce direttamente in serie B, con tanto di orgoglio e di passione.

Nicola, che è certamente un buon allenatore e lo sa fare, da qualche settimana però sembra essere diventato più uno psicologo o un “consolatore” con quelle sue dichiarazioni che appaiono più come un modo di consolare i suoi, di tenerli su psicologicamente, piuttosto che pensare a creare davvero una vera “squadra” con una maggiore sensibilizzazione di quei giocatori che a volte sembrano indifferenti o apatici. Un esempio di questi ultimi sembra essere Romero.

Nicola dice che a lui non interessano gli “errori individuali”, ma conta la squadra: è un concetto giusto. Però nella realtà cos’è accaduto? Proprio con la Roma, mentre la squadra, almeno nella ripresa, ha girato bene ma non ha segnato, gli errori individuali hanno compromesso definitivamente la gara portando il Genoa al penultimo posto con una quantità industriale di reti subite. Ecco, quindi, dove Nicola deve lavorare, secondo noi: ad esempio giocare con una difesa a tre è pericoloso. Oggi il Grifo deve soprattutto difendersi in modo compatto con quattro difensori e magari con quattro centrocampisti e due punte. Altrimenti quando Nicola dice di aver visto “una squadra che inizia ad accettare l’uno contro uno”, pochi condividono questa sensazione: come ad esempio nel duello di ieri tra Ghiglione e Spinazzola.

Detto questo, bisogna anche valutare quel po’ di sfortuna che accompagna sempre il Grifone e bisogna anche segnalare gli infortuni e le squalifiche: ad esempio, non si può giocare senza due uomini chiave come Zapata (ma cosa ha di veritiero nei suoi stop fisici?) e Criscito che dovrebbe stare un po’ più attento a commettere falli da espulsione o squalifica. E ancora: il centrocampo è ancora sfilacciato, anche se Schöne sembra migliorare, però c’è Cassata che si dà da fare anche se con poco costrutto, Sturaro ancora non c’è, Barreca un po’ gioca e un po’ si assopisce.

Bisogna avere rinforzi, ma attenzione: non i soliti nomignoli che leggiamo sui giornali, basterebbero due giocatori forti (che costano è vero, ma suvvia presidente, si metta una mano sulla coscienza). Secondo noi c’erano sul mercato tre giocatori di lusso che potevano servire, anche se costavano parecchio: Piatek, Llorente, Petagna e forse anche Cutrone. Certo costavano parecchio, ma quanto costano insieme i tre attaccanti che ci sono nella rosa rossoblù, Sanabria, Pinamonti e Destro?

Comunque, speriamo che si lascino perdere i vari Castro o altri poco adatti (con tutto il rispetto) al Genoa. L’unico che sembrava utile alla causa (e che se l’è preso Juric al Verona) era Borini, ma guarda caso, un giocatore valido lo si è lasciato scappare. Purtroppo al Genoa accade spesso questo fenomeno.

Ripetiamo, anche se la sensazione non è felicissima, andiamo a seguire l’ottimismo di Nicola: “Giocando con questa volontà e questo ardore agonistico sono convinto che miglioreremo”. E sia: intanto domenica si va a giocare dapprima in trasferta contro la Fiorentina, stranamente in ripresa dopo momenti difficili, poi a Bergamo dove Gasperini certamente non farà sconti, infine in casa arriverà il Cagliari in ripresa.

Speriamo che valga lo slogan di Nicola: “Noi siamo vento” e che questo non faccia brutti scherzi…

Vittorio Sirianni

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