Maselli: «Devo mezza carriera a Derlin e Sandokan Silvestri»

«Allenare il Genoa è un vanto ma significa perdere quattro o cinque anni di vita a stagione» spiega l'ex mediano

1088
Maselli
Claudio Maselli

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

Intervenuto durante la trasmissione “We are Genoa” su Telenord, Claudio Maselli ha ricordato Roberto Derlin, scomparso pochi giorni fa: «Era una persona speciale, ci ha insegnato molto attraverso le parole e con i fatti: seguiva i più giovani come con affetto. Metà della mia carriera la devo a Roberto, inizialmente giocavo come mezza punta e poi mi spostò mediano dopo un ritiro a Coverciano. Assieme a mister Silvestri, hanno segnato la mia vita non solo calcistica: nel calcio di oggi i loro modi bruschi d’insegnamento troverebbero tante difficoltà».

«A quei tempi ogni centrocampista era lento, forse perché avevamo in testa qualcosa che ci bloccava» spiega l’ex centrocampista del Genoa.

«Allenare il Genoa è un vanto ma significa perdere quattro o cinque anni di vita a stagione. Non esistono campionati tranquilli; il pubblico è generoso ma pretende sacrificio e attaccamento alla maglia. Ballardini ha guidato la squadra alla salvezza senza pressione del pubblico, è vero, ma ciò non toglie i meriti al mister» chiosa Maselli.

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.