Maran: «L’impegno c’è ma non basta, dobbiamo dare di più»

Il tecnico del Genoa nella sala stampa del Ferraris: «Il gol subito su angolo all'ultimo secondo? Non è solo quello, abbiamo lasciato segnare gol in modo troppo facile, e questo non va bene»

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Rolando Maran (foto di Genoa CFC Tanopress)

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«La luce accesa dopo il pareggio? Serve tutto ciò che cerchiamo di fare venga poi supportato dalla condizione e sfruttare gli episodi favorevoli». Rolando Maran ha analizzato la sconfitta con la Roma nel dopopartita nella sala stampa del Ferraris. «Dobbiamo poi evitare situazioni che diventano pesanti: onestamente qualcosa di nostro ci mettiamo».

PRIMO GOL ROMA – «Il gol subito su angolo all’ultimo secondo? Non è solo quello, abbiamo lasciato segnare gol in modo troppo facile, e questo non va bene. E’ vero che abbiamo giocato cinque partite in 15 giorni e ci sono tutte le attenuanti del caso, perché l’impegno che i ragazzi mettono in campo è fuori discussione: però purtroppo in certi frangenti l’episodio negativo ti condiziona troppo. Il mese scorso è stato molto difficile e forse la conseguenza è stata che c’è un po’ di scollamento».

SOSTA – «Purtroppo abbiamo tanti nazionali e quindi molti di questi giocatori non riusciranno a lavorare con regolarità neppure questa settimana. Con quelli che resteranno cercheremo di individualizzare il lavoro: alla ripresa avremo un tour de force non indifferente e dobbiamo farci trovare pronti e sappiamo e vogliamo che ciò che facciamo non basta e ne siamo consapevoli. Oltre all’impegno ci vuole anche altro».

SERVE CAMBIARE IN QUESTO MOMENTO? – «Non è che serve cambiare: cerco, in base alle difficoltà durante le partite, cerco di aiutare i giocatori nel sopperire a determinate situazioni. I cambi tra il primo e il secondo tempo sono stati importanti: abbiamo fatto subito gol e stavamo facendo bene, poi abbiamo subito quel gol che ci ha messo di nuovo in difficoltà. I cambi derivano dalle esigenze e dal momento di forma che abbiamo: a me non piace cambiare così tanto, perché voglio che la squadra abbia un’identità, però in questo momento siamo quasi costretti a farlo».

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