Mandragora: «Che emozione il debutto rossoblù contro Pogba»

«Burdisso? Un dirigente nato, aveva la parola giusta con tutti» spiega l'ex rossoblù

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Mandragora Pogba
Rolando Mandragora contro Pogba in Genoa-Juventus 1-0 nell'ottobre 2014 (Foto Marco Luzzani/Getty Images)

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Dalla “Mariano Keller” al Genoa. Naturalmente scoperto da Michele Sbravati. La parabola di Rolando Mandragora inizia a tra Scampia e Ponticelli, quartieri poveri di Napoli, e raggiunge l’apogeo al culmine di una partita di campionato contro la Juventus. «Ricordo l’emozione che provai quando Gasperini disse la formazione allo stadio, come al suo solito, dopo la ricognizione sul prato del Ferraris. Ero titolare contro i campioni d’Italia che schieravano campioni come Buffon, Tevez e Vidal. Ero nervoso, i compagni mi caricarono ma mi sciolse l’occhiolino che mi fece il mister prima di scendere in campo» spiega Mandragora durante una diretta Instagram con Gianluca Di Marzio.

Avevi avuto sentore di titolarità durante la settimana? «No, perché la gara si giocò di mercoledì. Burdisso e De Maio scherzavano a pranzo: “Rolli, domani giochi”. Continuavo a non crederci… Per fortuna andò tutto bene: battemmo la Juventus all’ultimo secondo».

«Gasperini? Un devoto del lavoro, con e senza palla. È bravissimo con i giovani. Burdisso, invece, ha doti umane eccelse, un capitano incredibile che aveva sempre la parola giusta con tutti: compagni di squadra, allenatore e società. Un dirigente nato» chiosa Mandragora.

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