Lo spirito vincente del Genoa? Uno per tutti, tutti per uno

Siamo in un campionato “paranormale”, in cui nessuno avrebbe pensato, dopo le sue disavventure, a un Grifone apparso equilibrato e coraggiosa

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Sirianni Preziosi
Vittorio Sirianni

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Ragazzi che colpo! Voi non immaginate quanto valore abbia questo punto dopo le drammatiche giornate vissute da tutto il clan rossoblù.

Diciamo, con un concetto forse un po’ azzardato, che la parola “contagio” va interpretata, dopo la gara di Verona, in senso positivo per i ragazzi del Genoa: nel senso che è sembrato che ognuno abbia “contagiato” il compagno (uno per tutti, tutti per uno) ma non sul piano sanitario (quello è un dramma purtroppo ancora persistente), ma su quello dell’orgoglio, del cuore, della determinazione.

Un grande momento “umano” per i rossoblù e per il tecnico Maran, che da buon “padre di famiglia” ha cercato di tenere tutti in un “distanziamento” utile, con tanto di mascherina sul viso, ma tantissima volontà in ognuno dei protagonisti.

Lasciamo oggi perdere discorsi su tecniche e tattiche: siamo in un campionato “paranormale”, per cui nessuno avrebbe pensato dopo le sue disavventure a un Genoa apparso invece squadra equilibrata e soprattutto coraggiosa.

Hanno dato tutti quello che aveva chiesto Maran: cuore e dedizione, andare in campo e gettare fuori tutto quello che era rimasto dopo settimane di tormenti e di tamponi maledetti.

Certo i problemi ci sono, ma oggi vale la pena valutare questa gara come un segno di rinata fiducia nei propri mezzi, nella volontà di allontanare la paura del maledetto Covid. La squadra ha fatto sapere che potrà combattere, non tanto sul piano dell’organizzazione tecnica (che peraltro a Verona non è mancata seppur con qualche buco), quanto su quello delle motivazioni e della consapevolezza di poter andare avanti con un percorso il più possibile positivo.

Pensate a quello che è successo prima della partita di ieri sera al Bentegodi, il percorso perverso che tutto lo staff genoano ha dovuto fare, dalla gara col Napoli in avanti. Come sempre il Genoa è all’avanguardia nel bene e nel male: e non poteva che capitare al Grifo di avere il record di positivi (ben 22) in questa fase del torneo. Eppure qualcosa si è mosso: ed ora Maran e il ds Faggiano sperano nei recuperi. Ci sono fuori almeno tre-quattro giocatori che non possono mancare: Zappacosta, Lerager, Cassata e Criscito. Dal match in terra veneta, fra l’altro, sono arrivati segnali interessanti: come ad esempio Rovella che ha fiuto e sa impostare il gioco. Così come il recupero di Radovanovic è significativo, così come anche Ghiglione è apparso fisicamente a posto.

Insomma, il punto conquistato non è tanto importante per la classifica (per carità, anche quella conta) quanto perché ha un valore doppio e dimosra come, se tutto fosse andato per il verso giusto, si potrebbe parlare oggi di una formazione tipo, nuova di zecca, ma con potenzialità notevoli.

Gli ostacoli, ovviamente, continueranno: sabato arriverà l’Inter al Ferraris, certamente forte e desiderosa di riscatto dopo la sconfitta nel derby, ma ricordiamo che anche il Crotone (battuto 4-1 dal Grifone) ha fermato la Juventus. Dunque, coraggio amici, continuate a “contagiarvi” all’insegna dell’orgoglio.

Vittorio Sirianni

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