Lino Marmorato: “La forza di Gasperini è leggere le partite in anticipo e prepararle”

Genoa Lazio 2 a 0. Il Genoa ha atteso e poi messo il sale sulle ali dell’Aquila. Partita difficile da leggere tatticamente. Il Genoa e Gasperini hanno vinto nelle ultime 6 gare con la Lazio unica squadra di serie A riuscita nella perfomance. Il Genoa ha vinto contro la Lazio senza offendere la giustizia sportiva. […]

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Genoa Lazio 2 a 0. Il Genoa ha atteso e poi messo il sale sulle ali dell’Aquila. Partita difficile da leggere tatticamente. Il Genoa e Gasperini hanno vinto nelle ultime 6 gare con la Lazio unica squadra di serie A riuscita nella perfomance. Il Genoa ha vinto contro la Lazio senza offendere la giustizia sportiva. Gasperini ha da prima studiato l’avversario e dopo “matato” con la giusta determinazione una Lazio troppo confusa e sconnessa per pensare che possa tirare all’Europa League.

Notiziario: Terreno in cattive condizioni. A fine partita ci siamo interessati sulle scarpe adottate dai calciatori rossoblu dopo le continue scivolate. Le abbiamo viste dentro la cesta dei magazzinieri rossoblu e laziali, avevano  alti tacchetti di ferro.

E’ il terreno del Ferraris una pista di ghiaccio. Presente in tribuna Preziosi e la componente femminile, Lotito ed i suoi attendenti. Spettatori  paganti 1.144(meditare) compresi 20 tifosi della Lazio. Abbonati 16.731. Invito della Nord con un lenzuolo rovesciato verso la gradinata: “Tutti a Verona con Noi”

Buon Genoa, buonissimo risultato. Meritato da parte dei rossoblu perché nel secondo tempo c’è stato soprattutto il Grifone chiudendo bene verso la porta avversaria ed anche come presenza tattica e fisica sul campo.

Più quadrata l’intera squadra nel secondo tempo reimpostata tatticamente quasi su un 4 4 2 , con i cambi azzeccati, non abbastanza tipico e con le piccole eccezionalità che hanno fatto la differenza.

Le mosse importanti di Gasperini: Sculli più vicino a Gilardino, autori di un gol da favola per stop del pallone assist e tiro, Fefta largo ad aprire la difesa biancoceleste, finalmente in gol giocando senza pallone e nello spazio e servito in profondità da Cabral: non è fantacalcio.

L’altra mossa vincente del Gaspe, Cabral spostato sul faro laziale Ledesma, con tutti i suoi pregi e difetti, ha permesso a Bertolacci di orchestrare meglio il gioco ed al suo ritmo.

La differenza tra Genoa e Lazio? Il Grifo non era più forte, però più organizzato e naturale, più duttile.

Perché la trasformazione del Genoa dal primo e al secondo tempo?

Gli allenatori sono i top player dell’attuale campionato e Gasperini è entrato di diritto in questa classifica Top.

Non in crisi ma confusionaria la partita dei rossoblu nella prima parte, pur costruendo nitidi palloni gol.

In crisi perché la partita è stata giocata a botta di moduli da parte dei due tecnici.

La forza di Gasperini leggere le partite in anticipo e prepararle.

Con la Lazio non ci è riuscito e non per colpa sua, Reja ha cambiato idea di modulo almeno tre volte prima dell’inizio della partita: Mauri falso centravanti? E’ di moda mettere dentro due veri attaccanti sotto di due a zero lascia da pensare sulle strategie tattiche di Reja.

Gasperini ci ha messo un tempo a leggere gli avversari e dopo lo sciroppo di rosa ha completato l’operazione di abbattimento dell’aquila biancoceleste.

Da sottolineare la preparazione fisica dei rossoblu che in due partite in 76 ore hanno messo sotto la Lazio come in precedenza le altre squadre che hanno incontrato: complimenti allo staff dei preparatori rossoblu.

Buona la prestazione, la corsa, l’intensità e più che la mancanza della qualità si è sentita quella di un metronomo .

Bertolacci crescerà lo ha dimostrato nel secondo tempo quando la squadra attaccava.

Difficile per tutti  da un minuto all’altro saper dettare i tempi della manovra in fase difensiva e dopo ripartire.

Sturaro e Cofie meno in evidenza rispetto alle precedenti gare ma il loro atteggiamento conta più degli schemi.

Entrambi sussurrati dai “cosiddetti” tifosi rossoblu ma se fosse andato a segno il lancio di 40m del colored e il piattone del sanremese dopo 30’’ di gara probabilmente tutto si sarebbe trasformato in una ovazione.

Le prestazioni nel calcio sono solamente giudicate attraverso gli episodi sbagliati e non attraverso un analisi completa, specialmente dai “soloni” calcistici tifosi rossoblu dei distinti e tribuna superiore ed inferiore ,compresa quella stampa che assiste e non lavora.

Cofie e Sturaro sono un medicinale utile di corsa e contrasto nel centrocampo rossoblu che non bisogna agitare prima di servirsene, cresceranno giocando partita dopo partita: la panchina arrugginisce anche i giovani, le partite pur sbagliando li fanno crescere.

Bene Bizzarri al debutto tra i pali, qualche uscita da sospiri ma un’unica parata importante con riflessi da leone.

Marchese, Motta, Antonelli, perfetto Dustin 2, non si discutono. A loro si è aggiunto anche De Ceglie che finalmente ha recuperato la gamba dopo tanta panchina juventina.

Portanova risponde presente. Attento e preciso a coprire la porta rossoblu. Si sacrifica con un fallo tattico su una ripartenza importante laziale di Mauri. Sarà squalificato. 

Fefta: la speranza che abbia capito con il suo primo gol che se il suo talento non sarà circoscritto al numero, potrà  pesare nel gioco rossoblu muovendosi senza pallone e negli spazi.

Cabral ha tanti limiti, tanta buona volontà che nel calcio professionista non fa molta strada, ha avuto il merito con il suo assist gol a Fefta di togliere il sorriso e le risate anche ad alti toni ogni volta che giocava un pallone ai soliti “pisquani”,  qualunquisti tifosi rossoblu da loggione e non da gradinata i soli impegnati a tifare nel bene e nel male.

D’altronde anche nel calcio, ”riso abundant in ore stultorum“: il riso abbonda nella bocca degli stolti. Il Genoa è come l’Albero di Natale, “qualcuno rompe sempre le palle”. 

Il Vecchio Balordo è salvo prima di Pasqua (anche se quest’anno è in ritardo).

Gasperini lavora per il presente e il futuro, non si pone obiettivi, lui e la squadra ragionano “step by step” ed in questo momento il tecnico pensa solamente a capire chi sarà utile alla squadra ed al suo gioco il prossimo anno e cercare di vincere contro tutti gli avversari, facendo giocare la squadra libera di testa ma anche con idee chiare e buona organizzazione.

Il Genoa del ZenaGaspe ha dimostrato di essere arcigno, solido , ancora non fortunato…

I conti si faranno alla fine del campionato, mancano solo otto giornate.

Portate pazienza!

Lino Marmorato

Buon calcio a tutti/Nostalgia.it

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